Gazzettino 24 gennaio

«La Casa albergo probabilmente per la prima volta chiuderà il bilancio con un leggero passivo, per il futuro il taglio dell’Irap e l’attivazione di nuovi servizi potrebbero darci tranquillità».
Così il presidente del consiglio d’amministrazione della Casa albergo per anziani ha spiegato le sue preoccupazioni, nel corso del convegno sulla riforma delle Ipab organizzato dal presidente del consiglio comunale Renzo Dainese. Per l’occasione la sala della biblioteca civica era piena di cittadini, tra cui molti lavoratori della struttura, a testimoniare il fatto che i punti di vista in campo sulla proposta di legge regionale sono diversi, come Dainese ha evidenziato prima di dare la parola ai comitati cittadini.
Un’eventuale svolta verso la privatizzazione, con le conseguenti ricadute che avrebbe sul personale, preoccupa comitati dei cittadini e sindacati, come emerso dagli interventi di Elisa Corniani (Per il bene comune e Per la salute del Delta), Cristiano Pavarin (Cittadini per il San Luca e Comitato per l’articolo 32), Giuseppe Franchi della Fp Cgil e Fulvio Dal Zio, segretario provinciale Cgil. «Se si privatizza, i lavoratori avranno contratti privati, saranno pagati meno e ne risentirà anche la qualità del servizio», ha prospettato Franchi, mentre secondo Dal Zio la Regione dovrebbe compensare col proprio bilancio i costi per maternità e lunghe malattie, come fanno Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna.
Secondo il presidente dell’Uripa, Roberto Volpe, «diritti acquisiti e diritti di accesso non vengono cambiati» nella riforma, e il problema più sentito dalle strutture è quello dei costi previdenziali. Le difficoltà di far quadrare i conti per la Casa albergo, che con quasi 200 lavoratori è la principale realtà occupazionale lendinarese, è stata espressa dal presidente della Casa stessa, Renzo Smolari. «I 203 posti letto sono tutti occupati, ma purtroppo con meno impegnative, 12 in meno rispetto all’anno precedente, 25 in meno di due anni fa. L’Ulss 18 a ottobre ce le aveva bloccate e non reintegra quelle relative a dieci posti in seguito ad altrettanti decessi. Probabilmente nel bilancio consuntivo 2015 chiuderemo i conti, per la prima volta, con un leggero passivo».