Voce dei Berici 9 ottobre

Riesci a dire dai 5 ai 10 rumori che stai sentendo, in questo momento?». Oppure, «quante persone hai incontrato, dall’inizio del percorso ad ora?» Sono gli esercizi mentali di “Camminamente”: 900 metri di tracciato all’interno di Campo Marzo, a Vicenza, con cartelli di esercizi mentali ideati per tenere lontano l’Alzheimer. Proprio così, la malattia invalidante, che attualmente colpisce ben 45mila veneti (e in tutto mezzo milione di persone, in Italia) secondo quanto è stato scoperto fino ad oggi, può essere tenuto lontano anche grazie a specifici esercizi mentali.
Il percorso si inauga il corrente sabato 10 ottobre, con una passeggiata collettiva dal Caffè Moresco. «Si è scoperto che le abitudini di vita possono limitare l’incidenza dell’Alzheimer – spiega Arianna Ferrari, presidente dell’associazione Rindola –, in particolare la stimolazione cognitiva, il confronto con gli altri, e stili alimentari adeguati. Prevenire la malattia dà risultati importanti. In dieci anni che trattiamo persone affette da Alzheimer, abbiamo visto che se si fa la terapia, i pazienti si mantengono “adeguati”, non hanno atteggiamenti violenti, possono essere portati fuori da casa permettendo anche a chi li assiste di avere degli svaghi». Camminamente è stato realizzato grazie all’impegno, oltre che di Rindola, dell’assessorato alle Famiglie del Comune e dell’Anap, associazione dei pensionati di Confartigianato. «È dal 2008 che sosteniamo progetti a valenza sociale e culturale per gli anziani, come questo», precisa Lino Bon, presidente di Anap: l’associazione, in provincia, conta 5500 soci. Si è scelto ottobre «perché è il mese dedicato all’Alzheimer », aggiunge l’assessore comunale alle Famiglie, Isabella Sala. E il 23 ottobre sarà la giornata mondiale dedicata alla malattia. Camminamente inizia davanti al Caffè Moresco, in Campo Marzo, e si compone di nove “stazioni” sparse nel parco, finalizzate ad allenare corpo e mente. «È consigliato dai 40 anni in su – riprende Ferrari – mediamente la malattia colpisce dai 65 anni in su. Ma registriamo anche un crescente numero di casi in persone in età da lavoro: in realtà dipende anche dal fatto che oggi i sintomi vengono riconosciuti prima, ed è un bene. Ma si stima che almeno il 7 per cento delle persone sotto i 65 anni venga colpita da demenza senile». La medicina, nel settore, ha ancora passi avanti da fare: solo nel cinquanta per cento dei casi i farmaci esistenti contro l’Alzheimer sono efficaci nei pazienti. «Anche per questo, a maggior ragione, la prevenzione della malattia è importantissima», conclude Ferrari.