Le cooperative Ca’ della Robina, Ipas e Athena- beneficiarie dei prestiti regionali agevolati (tasso zero, rimborso nell’arco di 25 anni) previsti per chi dà lavoro a disabili, ex detenuti e tossicodipendenti – dovranno restituire interamente e in tempi rapidi le somme percepita. La decisione, già nell’aria dopo i sopralluoghi eseguiti nei siti coinvolti, è stata accelerata dall’esame dei piani finanziari allegati a suo tempo dalle società cooperative venete alle richieste di finanziamento. Bruna Milanese, la presidente di Ca’ della Robinia, salita alla ribalta perché ha utilizzato i fondi “sociali” per costruire un capannone divenuto in parte birreria e senza l’ombra di disabili impiegati, si era impegnata ad allestire una fattoria sociale, stimando ricavi superiori al milione (1.062.234) nel corso del 2015, inclusi 48.114 euro derivanti dalla vendita di latte di capra e 641.520 euro “assicurati” dagli acquirenti dei formaggi; previsioni alquanto ottimistiche, per non dire fantasiose, secondo gli esperti della commissione tecnica della Regione che stanno vagliando i tredici progetti finanziati, tanto più che nel sito di Nervesa della Battaglia, di stalle, caseifici e caprini non c’è traccia. Poco convincenti, secondo i commissari, anche le previsioni d’entrata delle due cooperative che fanno riferimento all’imprenditore padovano Moreno Lando. A Laggio di Cadore, Athena ha proposto di dar vita ad una casa turistica riabilitativa, indicando nel suo piano entrate per 1,314 milioni nel primo anno di attività grazie a 29.200 presenze annuali, capaci di garantire un ricavo pro capite di 45 euro giornalieri. Del centro, però, non si ha notizia e alle contestazioni di Domenico Mantoan – il direttore generale dell’Area Sanità e Sociale incaricato dal governatore Luca Zaia di fare chiarezza sulla vicenda – i responsabili della coop hanno replicato lamentando i ritardi del Comune nella concessione delle autorizzazioni; troppo poco per indurre il cerbero Mantoan a concedere la proroga sui lavori richiesta; analoga sorte attende l’Ipas che a Monselice ha allestito un centro di movimentazione merci, garantendo l’assunzione di una trentina di disabili, rimasta quasi completamente sulla carta. Tant’è. Ritenute indempienti, le tre cooperative dovranno rimborsare entro 30 giorni l’intero ammontare dei quattrini ricevuti in prestito: 2,9 milioni nel caso di Ca’ della Robinia; 5,1 per quanto riguarda Athena; 4,2 erogati a Ipas. Va detto, in proposito, che da un anno a questa parte Lando sta rimborsando regolarmente le rate del prestito. In caso di inadempienza, la Regione fa sapere che si rivolgerà ad Equitalia per un’ipoteca sugli stabili di proprietà dei debitori. Nel frattempo, conferma l’assessore Davide Bendinelli, successore di Remo Sernagiotto al timone del Welfare, l’erogazione degli ulteriori fondi «sociali» destinati alle cooperative (12 milioni di rifinanziamento a bilancio per il 2014) sono stati «bloccati in via prudenziale in attesa dell’esito degli accertamenti in corso», affidati ad esperti quali gli avvocati Franco Botteon e Giacomo Vigato, nonché della dirigente dei Servizi sociali Anna Corti. Tuttavia, il vaglio dei tredici progetti finanziati dal Fondo di rotazione non avrebbe accertato nuove irregolarità e la decisione di «congelare» i nuovi finanziamenti potrebbe essere impugnata in via amministrativa dai soggetti in cima alla graduatoria, per niente disponibili a rinunciare alle particolari condizioni di favore previste dalla legislazione.