Il Corriere delle Alpi, 16 gennaio 2016

CESIOMAGGIORE Entro l’anno, la sponda del lago di Busche sarà dotata di piazzole per il turismo e l’attività di pesca sportiva, accessibile a chi ha problemi di disabilità fisica ma anche alle persone anziane e alle mamme che spingono i passeggini. All’incontro di ieri mattina fra Enel, Comune di Cesio, associazione Assi e rappresentanti dei pescasportivi dei bacini 9 e 10, è stata prospettata la realizzazione di una piazzola che si affaccia sul lago, adeguata alle esigenze di chi si muove con una carrozzina o di chi la spinge, con la contestuale pavimentazione a corsia per raggiungere in sicurezza la sponda. «Siamo in fase esplorativa, per la realizzazione del progetto che potrà essere inserito nella riqualificazione di Busche e nella ripuntualizzazione dell’asse di collegamento che raccorda il bellunese e altre province». È proprio sulla trasversalità di un progetto che rilancia, con questa offerta innovativa, il polo di Busche dal punto di vista del turismo sociale e sportivo accessibile, che punta l’associazione Assi. Loris Paoletti, estensore e responsabile del progetto per il lago di Busche, tiene a precisare due cose: «La realizzazione di una corsia senza barriere e di una piazzola per la pratica della pesca, non è solo per persone con disabilità ma anche per chi ha qualche difficoltà, diretta o indiretta, a raggiungere la sponda. Penso alle mamme con la carrozzina o agli anziani con qualche problema di deambulazione». La seconda cosa è che si chieda il confronto «a chi ne sa di più». Ossia, «nessuna opera sia realizzata senza una proficua collaborazione con chi sa indicare la strada più efficace ed efficiente, cioè una traiettoria che si possa percorrere in assoluta sicurezza senza un inutile dispendio di risorse finanziarie». La Provincia aveva stanziato un contributo ma si tratta ora di capire se è tuttora utilizzabile. L’Enel che ha ripristinato qualche anno fa la sponda erosa dall’esondazione, si è detta per tramite dei rappresentanti, disponibile a recepire il progetto. E gli esponenti dei bacini 9 e 10 per la pescasportiva hanno ribadito la volontà di contribuire, nel futuro, alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’opera che sperano sia realizzata. «Nel progetto pesca e disabilità», spiega Loris Paoletti, «sono indicati gli interventi da realizzare e soprattutto la valenza dello stesso. Oltre a dare ulteriore impulso alle specificità di Busche come nodo di raccordo, il progetto concede la possibilità di praticare la pescasportiva alle persone disabili e promuove un tipo di turismo accessibile nella nostra provincia».