La Tribuna, 17 dicembre 2015

Buona la partecipazione dei medici trevigiani allo sciopero di 24 ore indetto ieri per dire no ai tagli in sanità e alle mancante assunzioni. I dati sono ancora provvisori ma Treviso ha risposto alla protesta. Si stima almeno un 60 per cento di adesione spalmata tra i sanitari ospedalieri e la medicina di famiglia sul territorio. Adesione di massa nei reparti di Ematologia, Ginecologia e Ostetricia del Ca’ Foncello. Critica anche la situazione in Oculistica e Otoiatria, con rinvii importanti di prestazioni differibili. Degna di nota anche la partecipazione di fisiatri e radiologi dell’Usl 9, con conseguente slittamento di tac, risonanze e mammografie. Anche nei reparti di Chirurgia, vista l’assenza di alcuni anestesisti da impiegare nelle sale operatorie, si è verificato il posticipo di alcuni interventi programmati. Sono state garantite invece tutte le urgenze-emergenze. Se questo è il bilancio tratteggiato dai lavoratori e da rappresentanze sindacali come l’Anaao Assomed che rappresenta i medici dirigenti dell’azienda sanitaria trevigiana, appare invece più timido il resoconto provvisorio fornito dall’Usl 9 che parla di un 10 per cento di assenze di medici dipendenti ospedalieri e di un’adesione «tra il 40 e il 50 per cento nei poliambulatori» di Treviso, Oderzo e Mogliano. «I numeri certi ancora non ci sono, è troppo presto per averli, ma siamo convinti che questo sciopero sia stato l’espressione di un disagio medico che chiede risposte alla politica e i cittadini lo hanno compreso» commenta Luigino Guarini, presidente dell’Ordine dei Medici di Treviso. Significative anche le percentuali fornite da Fimmg e Snami, i sindacati che raggruppano i medici di medicina generale, per la prima si quantifica il 90 per cento di partecipazione, per la seconda si parla di oltre l’80 per cento di condotti scioperanti. Nel caso della Marca Trevigiana, le sigle sindacali che hanno espresso il proprio dissenso ricorrendo alla protesta sono state in tutto una decina: Anaao Assomed per i dirigenti, Cisl Medici, Fimmg e Snami, per i medici di medicina ambulatoriale, Sumai per i professionisti ambulatoriali, Fimp per i pediatri, l’Andi dei dentisti, Aaroi Emac che raggruppa anestesisti e rianimatori, l’associazione sindacale Anpo-Ascoti-Fials Medici, oltre all’Ordine dei Medici del capoluogo. Tra le richieste avanzate al Governo, e in particolare al Ministero della Salute, la fine dei tagli al Sistema Sanitario Nazionale che porteranno a una riduzione delle prestazioni ai danni dei cittadini nonché ad una privatizzazione di cure e terapie. Altro punto chiave la necessità di assumere medici ed infermieri, una priorità resa ancor più urgente dall’entrata in vigore della direttiva europea sui carichi di lavoro degli organici.