Quotidiano di Puglia
18 gennaio

BRINDISI – Ci saranno trenta posti letto in più negli ospedali della provincia di Brindisi. Ma non è questa la vera novità della riorganizzazione della rete ospedaliera messa nero su bianco dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che non a caso ha voluto tenere per sé la delega alla Sanità. Il riordino, infatti, è un tentativo di riorganizzare in maniera più logica, in base a parametri ben precisi in grado di descrivere le necessità del territorio partendo da dati statistici.
Oltre all’aumento dei posti letto, che passano dai 1.173 del riordino approvato con regolamento regionale numero 14 del 2015 fino a 1.203 in totale nei presidi della provincia di Brindisi, quello che balza subito all’occhio è la suddivisione in tre presidi pubblici, ai quali si aggiunge quello specialistico dell’Istituto scientifico italiano di ricerca e riabilitazione di Ostuni. Il primo presidio, classificato come “di base”, è quello di Ostuni e Fasano e comprende due strutture: 192 posti letto in tutto, che passeranno a 141 perché la struttura di Fasano si trasformerà in un cosiddetto “Presidio territoriale di assistenza” (Pta), per il momento senza posti letto. Ma la riconversione in Pta avverrà progressivamente, man mano che entrerà a regime il nuovo ospedale di Monopoli-Fasano, e comporterà anche l’attivazione di 77 posti letto in tutto tra degenza per adulti, degenza pediatrica, residenza per anziani e posti rene.
Sempre nell’ambito dello stesso presidio, l’ospedale di Ostuni perde Cardiologia, Pneumologia e Pediatria ma guadagna Recupero e riabilitazione funzionale, Lungodegenza, Riabilitazione cardiologica e Riabilitazione respiratoria, passando da 120 a 141 posti letto. Manterrà però posti letto tecnici in Terapia intensiva post-operatoria e di Osservazione breve intensiva.
Il secondo presidio, quello di I livello, è rappresentato dall’ospedale Camberlingo di Francavilla Fontana. Qui i posti letto passano da 148 a 185. Spariscono, però, perché non rispettano gli standard di utilizzo, Nefrologia (resta comunque il servizio di emodialisi) e Neonatologia (l’attività verrà svolta nell’ambito del reparto di Pediatria) mentre il presidio verrà potenziato con l’attivazione di Neurologia, Psichiatria, Urologia ed Oncologia. Anche qui, come ad Ostuni, alcuni posti letto saranno dedicati all’Osservazione breve intensiva ed alla Terapia intensiva post-operatoria.
L’unico presidio di secondo livello della provincia sarà quello del Perrino, che comprenderà anche l’ospedale di San Pietro Vernotico. Essendo il presidio più importante del territorio, la sua offerta sarà potenziata, con l’aggiunta di un reparto di Gastroenterologia ed uno di Reumatologia. Nascerà anche un nuovo reparto di Pneumologia, affiancato dalla riabilitazione pneumologica. Ma del presidio, come detto, fa parte anche il Melli di San Pietro, che sarà dedicato a patologie internistiche e al periodo di ricovero che segue la fase acuta di una malattia o di un problema ortopedico, dunque, sostanzialmente la riabilitazione cardiologica, che a livello territoriale – secondo i dati statistici – richiede un potenziamento. Ma sarà potenziata anche, alla luce dei dati sull’alta percentuale di incidenza dei tumori, l’attività assistenziale per le patologie neoplastiche, con il miglioramento dei percorsi assistenziali. Miglioramento che partirà dalla concentrazione nell’ospedale Perrino dell’attività di chirurgia oncologica.
Questo porterà ad un aumento nel Perrino, senza considerare i nuovi reparti, dei posti letto di Cardiologia, Chirurgia generale, Medicina generale, Neurochirurgia, Unità coronarica, Oncologia e Terapia intensiva neonatale. Al Melli, invece, aumentano i posti letto di Medicina generale, Recupero e riabilitazione funzionale e Lungodegenza (reparto raddoppiato). Nascono da zero invece, la Riabilitazione cardiologica e quella respiratoria. L’ospedale di San Pietro, tuttavia, perde il pronto soccorso, accentrato al Perrino, che si trasforma in Ppi, ovvero Punto di primo intervento. Ma il presidio di Brindisi comprende anche il centro di riabilitazione per neuromotulesi di Ceglie Messapica, il cui numero di posti letto resterà invariato.
Resta, nella rete ospedaliera brindisina, il presidio [FI]dell’Istituto scientifico italiano di ricerca e riabilitazione “Eugenio Medea”, meglio noto come “La nostra famiglia”, che è l’unico classificato come specialistico. I suoi posti letto, trenta tutti dedicati alla neuro-riabilitazione, non saranno toccati dal riordino. Così come non lo saranno i 60 della casa di cura accreditata Salus.