Brindisi Report
5 gennaio

BRINDISI – Ancora irrisolta la questione dei fondi regionali per la sovvenzione di numerosi programmi di assistenza sul territorio brindisino. Come già riportato da BrindisiReport.it, dal 2015 è saltata la copertura economica destinata alle cooperative sociali che si occupano di assistenza Adi (assistenza domiciliare integrata) e Sad (prestazioni socioassistenziali).
Più precisamente, a non essere inclusi nella fascia avente diritto sono 15 brindisini, affetti da disabilità e sotto i 65 anni di età. Perché a rientrare nei fondi Pac (stanziamenti governativi utilizzati da diverse regioni, Puglia, Campania, Sicilia e Calabria, per potenziare sia i servizi di cura per gli anziani sia i servizi socioeducativi e di cura per l’infanzia, ndr), ad oggi, sono, solo e soltanto, i nati entro il 1950, chi, in parole povere, ha già compiuto 65 anni.
A rimanere senza servizi socioassistenziali domiciliari, ben 10 famiglie brindisine, con uno o più membri disabili. Una situazione drammatica per chi, oltre a dover fare i conti con la disabilità, personale o di un familiare, si vede togliere servizi essenziali per la quotidianità. Quando (novembre 2015) sentimmo in merito l’assessore ai Servizi sociali del comune di Brindisi, Antonio Manfreda, ci venne assicurato che la situazione si sarebbe risolta con l’arrivo del nuovo anno; oggi (5 gennaio), sollecitati da uno dei genitori con figli disabili che non possono usufruire dell’assistenza Adi, abbiamo contattato nuovamente l’assessore Manfreda.
“Non ci siamo dimenticati – spiega a Brindisireport.it l’assessore – proprio in questi giorni ho avuto modo di discutere con uno dei dirigenti per trovare possibili soluzioni. I fondi economici per poter garantire il servizio ci sono, ma dobbiamo necessariamente attendere le direttive incluse nella nuova legge di stabilità. Non possiamo, in alcun modo, usufruire dei fondi senza prima ricevere il nullaosta dal revisore dei conti”
Questo purtroppo vorrà dire attendere altri mesi, sicuramente non prima di marzo, comunque troppo tempo per chi deve fare i conti, giorno per giorno, ora per ora, con una mancanza che limita nettamente il tenore di vita di chi necessita un’assistenza domiciliare.
“Per adesso dovremo andare avanti attraverso la concessione di proroghe, mese dopo mese, per tamponare questo disagio; ho già messo in moto la procedura per attivare questa soluzione. Per questo serviranno solo i tempi tecnici, pochi giorni” – assicura l’assessore ai Servizi sociali.