Il fatto che l’assessore provinciale a cultura e turismo – la forzista Silvia Moro – sia la progettista del centro disabili di Laggio, finanziato con 4,2 milioni dal fondo di rotazione al centro dello scandalo per i 3,4 milioni erogati alla fattoria per disabili di Nervesa, all’ex Disco Palace, mai avviata, scatena la durissima reazione del consigliere regionale di Verso Nord, Diego Bottacin, candidato con Tosi. Che annuncia battaglia in consiglio regionale, il 6 maggio. Moro è architetto a Castelfranco, e sin dal 2013 ha illustrato pubblicamente il suo progetto per la ristrutturazione e riqualificazione del centro vacanze Malfatti di Laggio di Cadore, un ex preventorio che nei piani della proprietà – la cooperativa mestrina Athena (al 70%) e l’associazione Famiglie Rurali di Vittorio Veneto (il restante 30%) – deve diventare un centro di riabilitazione per disabili. Sin qui i lavori non sono ancora partiti, ci sono stati diversi problemi tecnici e urbanistici, e ora la Regione ha diffidato la società ad avviare il cantiere entro due mesi. Ma il nuovo intreccio tra affari, politica e sociale, dopo quello di Nervesa, scatena ulteriori polemiche. E Bottacin va all’attacco: «Gli intrecci curiosi e le anomale coincidenze, nell’attività amministrativa di Remo Sernagiotto, non finiscono mai. Questo dell’assessore progettista è solo l’ultimo di una lunga serie», dichiara Bottacin, «tutti casi che ho da tempo segnalato con lettere, interrogazioni e altre attività istituzionali al presidente Zaia, che non è mai intervenuto, né a spiegare, né a prendere le distanze da un modus operandi inaccettabile per la continuità dei beneficiari con l’assessore Sernagiotto». E già anticipa il suo intervento di mercoledì: «Chiedo già ufficialmente a Zaia di venire in aula, mercoledì, con l’elenco completo di tutti i professionisti incaricati per i lavori finanziati col fondo di rotazione, l’elenco dei proprietari che hanno ceduto gli immobili al centro dei diversi progetti di riqualificazione, gli importi esatti delle compravendite, e di fornire anche i nomi di chi li ha venduto e di chi ha redatto le stime». Il 6 maggio, il consiglio regionale straordinario chiesto dalla minoranze affronterà il caso dell’ex Disco Palace a Nervesa (la fattoria per disabili non è mai decollata: al suo posto ha aperto i battenti una birreria). Ma dopo gli ultimi sviluppi dello scandalo è inevitabile che si parli anche del centro di Laggio, e della struttura per la riabilitazione di ex detenuti di Monselice, mai avviata, progetto di una coop che ha ricevuto dalla Regione 5,1 milioni. Con la «coincidenza» che a capo della coop patavina Itas che deve realizzare questa struttura c’è lo stesso presidente della coop mestrina Athena, ovvero Moreno Lando. Bottacin allarga poi lo sguardo. E rilancia: «Chiederò anche a Zaia, come già fatto invano da tempo, di rendere l’elenco dei rapporti di parentela tra amministratori e dipendenti della Regione», conclude, «e di carriere fulminanti, come quella di Modolo, l’ex dirigente dei servizi sociali sul cui operato ora la Regione indaga». Infine, il consigliere di Verso Nord sollecita spiegazioni sulla carriera di Annalisa Basso, attuale direttrice del Gris: «Zaia mi spieghi come fa un’ educatrice a diventare prima dirigente in Regione poi commissaria al Gris e infine direttrice del Gris, e oggi firma anche i bilanci dell’istituto con 25 milioni di debito…».