Oggi i disabili bolognesi si riuniscono in presidio davanti al Comune per chiedere al Sindaco  di prendere atto del documento-petizione con le richieste di tutta la “la diversa abilità italiana e concorde, emerse da un costruttivo, aperto e franco dibattito, durato almeno 5 mesi, fra tutti i Gruppi Informali e i singoli disabili e familiari di persone con problemi di handicap presenti nel Web”, si legge nell’annuncio di G.E.A.AD. – Gruppo Europeo Autocoscienza Avanzata della Disabilià.
Il presidio si svolgerà in Piazza Maggiore dalle 10 alle 12. Al sindaco Merola è stato chiesto, tramite lettera protocollata, di essere presente in comune tra le 11 e le 12 ore per la consegna del documento.

RICHIESTE DEL MONDO DELLA DISABILITA’. In primo luogo “una rivoluzione culturale nel modo di considerare l’handicap”, nuova mentalità riguardo alla disabilità nel suo complesso, di vederla sostanzialmente sotto l’aspetto sociale, umano ed esistenziale e non sotto un’ottica solo medico-assistenziale: “Per noi la disabilità deve essere considerata una diversa normalità e rientrare nel naturale ordine delle cose”. Il diritto per le persone disabili gravi ad essere assistiti in casa da propri familiari o da persone di propria fiducia e prepensionamento di chi assiste malati gravi. Inoltre, un piano nazionale di abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati, attuato a livello regionale e comunale con precisi stanziamenti e capitoli di spesa perpetuabili e rinnovabili annualmente con Commissioni di controllo dove di diritto siano presenti i portatori di handicap o loro familiari. Diritto allo studio agli alunni in situazione di handicap psichico, fisico e sensoriale, con percorsi, all’occorrenza, diversificati in base alle reali possibilità dei soggetti e in funzione di obiettivi didattici e formativi personalizzati.
Un’altra richiesta riguarda la programmazione e l’attivazione sul territorio del Comune, dove sono cresciute e vissute le persone disabili, dei necessari alloggi protetti o case-famiglia in grado di ospitarli in convivenza diurna e notturna e affidati a cooperative del sociale che possiedano i necessari requisiti e competenze. Essi dovranno essere seguiti da personale qualificato e specializzato, formato appositamente per aiutarle nel mantenimento dell’autostima, delle relazioni con l’ambiente esterno, tenuto conto dei problemi inerenti al Dopo-genitori. Piani personalizzati di realizzazione di Vita Indipendente in ogni Comune d’Italia per iniziare un’inversione di tendenza alla soluzione dell’istituzionalizzazione e segregazione delle persone con disabilità grave. E poi trasporto, con mezzi adeguati e a costi accessibili per persone disabili e anziane non deambulanti sui loro territori di residenza e per gli stessi di potere viaggiare in bus, treni e aerei, metropolitane, senza troppe complicazioni e con tutta l’assistenza logistica e personale del caso, e in ogni Comune o Consorzio di Comuni l’istituzione di un apposito ente o ufficio con personale duttile e specializzato nella ricerca e promozione di attività lavorative per tutti i soggetti portatori di disabilità, anche grave, che manifestassero desiderio in tal senso,
Nel 2011, avevano già organizzato un presidio-flash mo’ contro i tagli ai walfare. Accasciati al suolo davanti la fontana: una morte simbolica per contestare i tagli che stanno uccidendo disabili e loro famiglie. Marchetti: “Non vogliamo pagare le colpe dei falsi invalidi”. Consulta Handicap: “l’Amministrazione ci consulti prima di fare scelte”