Il Corriere delle Alpi, 16 settembre 2015

FELTRE “La messa in mora dello stipendio è antisindacale”. E la “colpa grave” di chi ha fatto un errore, lasciandosi scappare in giudicato una sentenza, quella del 2011, che imponeva la restituzione del “maltolto” dal 1994 al 2009, ai 17 ricorrenti della vittoriosa vertenza contro l’Usl, è passibile di denuncia penale. Chi sbaglia o chi ha sbagliato paga, come singolo dirigente, quando e se la Corte dei Conti dovesse farne nome e cognome, e presentare il conto. Altra assemblea infuocata, quella di ieri, quando i segretari provinciali funzione pubblica di Cisl (Fabio Zuglian), Cgil (Gianluigi Della Giacoma) e Uil (Gino Comacchio) con il rappresentante rsu per Nursing Up, Fabio De Carli, hanno riferito ai lavoratori, nell’aula magna del Colotti, l’esito dell’incontro in prefettura della mattinata. Dopo un confronto sui cavilli giudiziari dell’intricata questione, i legali giuslavoristi chiamati dal sindacato a dirimere i dubbi, Andrea Impellizzari e Andrea Colle presenti con Chiesura dell’ufficio vertenze dell’ufficio di Belluno, hanno fatto sintesi: non si congela un solo centesimo sullo stipendio dei dipendenti, non si congela il fondo di produttività. Pena, una denuncia in procura nei confronti di chi mette in atto questi provvedimenti, e porte aperte all’ufficio vertenze di Belluno, disposto ad accollarsi anche mille pratiche per altrettanti dipendenti Usl 2. Prevenire è meglio di denunciare. La raccomandata dell’Usl in cui, come atto dovuto dell’azienda per interrompere i termini di prescrizione, si comunica a tutti i dipendenti, fuorché ai medici, il prelievo fiscale di una quota parametrata agli stipendi, non sarà spedita per tutto il mese di settembre. Questo dice la direzione Usl. Nel frattempo però, su iniziativa di Gino Comacchio della Uil, alla quale si sono associate le altre sigle, sarà inviata una raccomandata di diffida all’Usl. «La raccomandata dell’azienda non deve turbare la nostra vita perché sarà trasmessa come atto dovuto», ha detto Comacchio. «Un conto è la comunicazione, un conto è che si vadano a toccare i soldi. Propongo di formalizzare subito una diffida all’Usl mettendola in guardia rispetto all’abuso d’ufficio e all’eccesso di potere. Se sarà messo in atto il provvedimento, potrebbe essere chiamato in causa anche l’unico soggetto che entra nel merito delle responsabilità contabili, la Corte dei Conti, e le imputa a chi ha sbagliato». Prefettura secondo atto. La dirigenza Usl si è presentata ieri mattina dal prefetto di Belluno con la delibera sulla ripartizione dei fondi di risultato 2015 che saranno erogati a gennaio 2016. È questo il segnale di apertura, apprezzato anche dal prefetto che ha auspicato la transazione, cioè la trattativa con i ricorrenti per gli anni dal 2009 ad oggi, per poter sospendere lo stato di agitazione. Ma intanto, il 23 settembre ci sarà il primo incontro fra sindacati e Usl per il contratto integrativo. L’azienda Usl attende l’esito della richiesta di sospensiva dei pagamenti ai ricorrenti (rispetto ai quali in luglio sono già pervenute le ingiunzioni del tribunale), atteso per il primo ottobre. E il prossimo appuntamento con il prefetto è fissato al 5 ottobre. «Per il momento permane lo stato di agitazione», ha detto in assemblea Stefania Marsango, coordinatrice delle rsu. Anche se fino alla data fatidica del terzo atto in prefettura, l’Usl di Feltre (rappresentata dal dg Rasi Caldogno e dall’amministrativo Zatta), non prenderà alcun provvedimento. Se non quello di incaricare il proprio legale, la giuslavorista del foro di Padova, Maria Luisa Miazzi, perché si possa arrivare a una transazione con i ricorrenti e con il dirigente sindacale Uil, Giorgio Faccioli, che li ha portati al risultato plurimilionario riconfermato nella sentenza di primo grado.