Corriere delle Alpi

BELLUNO L’ospedale di Belluno cambia organizzazione dei reparti e perde decine di posti letto. La riunificazione di tutte le attività ospedaliere (e non) all’interno del San Martino, avviata nei mesi scorsi per razionalizzare le spese e anche gli spazi in dotazione all’Usl 1, ha portato a rivedere la disposizione delle unità operative. «Attualmente», spiega il direttore medico, Raffaele Zanella, «nel blocco chirurgico (quello che dà verso lo stabile dell’ostetricia) troviamo al quinto piano tutto il dipartimento di prevenzione, al posto della nefrologia (spostata al primo piano del gruppo F sopra il quale troverà spazio entro l’autunno il nuovo reparto materno-infantile) e dell’urologia; al quarto piano sono state sistemate le degenze di oculistica, otorinolaringoiatria e della gastroenterologia, mentre al terzo resta la chirurgia e si aggiunge l’urologia, ed infine al secondo c’è l’ortopedia». Per quanto riguarda il blocco medico (sopra il pronto soccorso), «oggi troviamo al quinto piano tutte le attività ambulatoriali e il day hospital della medicina, al quarto le degenze di medicina, oncologia e dermatologia (entrambi questi due reparti erano al quinto piano), al terzo piano troviamo la geriatria, la lungodegenza e la riabilitazione. Quest’ultima è una nuova attivazione che per ora ha in dotazione due posti letto, che dovrebbero aumentare. Ed infine al secondo piano troviamo la neurologia e la neurochirurgia. Con questo ultimo trasloco di venerdì scorso», prosegue Zanella, «sono stati ricollocati anche tutti i posti letto, seguendo le indicazioni della programmazione regionale che ammontano a 301 posti». Posti che, quando saranno attivati quelli di riabilitazione, saliranno a 312. Praticamente alla fine della nuova sistemazione, saranno stati tagliati circa settanta posti letti, rispetto ai 380 di qualche anno fa. Un taglio importante, come si vede, che fa temere che in caso di emergenza o di bisogno i medici siano costretti a ricorrere ad altre strutture. Ma su questo il dg Faronato rassicura: «Neanche quest’inverno con l’influenza abbiamo mai mandato via i pazienti». La struttura di Belluno, inoltre, dovrà accogliere una decina di posti dell’ospedale di comunità che ancora deve essere attivato e anche dell’unità di riabilitazione territoriale (urt): «Si tratta di due servizi che non rientrano all’interno della sanità, ma dell’attività territoriale», precisa anche il direttore generale, Pietro Paolo Faronato. Intanto, questi spostamenti di piani e di reparti, «hanno portato ad un risparmio di risorse umane soprattutto infermieristiche», spiega ancora Faronato. «In questo modo avendo più reparti di uno stesso dipartimento sullo stesso piano, si avrà la possibilità di recuperare un turno notturno di infermieri da utilizzare in caso di necessità per ferie, malattie, permessi. Il personale quindi ruoterà». E questa potrebbe essere la risposta a costo zero alla carenza di personale del comparto. «Così», ci tiene a precisare Zanella, «si potrà garantire una migliore assistenza: lo strumento delle schede ospedaliere, quindi, (e dei tagli di posti, ndr) è stato relativamente vantaggioso per noi perché ha liberato risorse umane che potrebbero essere utilizzate non solo nei reparti attuali, ma anche in quelli che andranno a nascere per completare l’offerta sul territorio».