L’Amico del Popolo, 2 maggio 2019

Partirà lunedì 13 maggio il corso di “digitalizzazione” per over 65 “ambasciatori digitali”, curato dall’associazione Informatici senza frontiere in collaborazione con l’Università di Padova. L’obiettivo è avvicinare gli anziani all’uso delle nuove tecnologie. Le attività, interamente finanziate dalla Regione del Veneto con un bando che punta all’invecchiamento attivo, saranno ospitate nella sede di Sersa, a Villa Gaggia Lante di Cavarzano, a Belluno. I primi due corsi si occuperanno dell’uso generico del pc e dell’utilizzo di smartphone e tablet; si terranno il lunedì e mercoledì pomeriggio, dal 13 maggio al 24 giugno. I pc saranno disponibili nella struttura, mentre gli “studenti” del corso per smartphone e tablet dovranno già possedere uno di questi strumenti.
Verso fine estate, inoltre, verrà organizzato un ulteriore corso di “digital storytelling”, per stimolare la creatività e la socialità dei corsisti, scattando fotografie e video, scrivendo racconti, registrando audio, per creare piccoli progetti digitali creativi e narrativi. Le lezioni, completamente gratuite per i partecipanti, prenderanno il via con un minimo di 8 iscritti per la sezione pc e 12 per smartphone e tablet. Per iscriversi, è necessario contattare direttamente l’associazione Informatici senza frontiere al 3462269320 o via mail a info@informaticisenzafrontiere.org
«Questi corsi sono utilissimi per favorire l’inclusione sociale e abbattere gli stereotipi legati all’invecchiare» spiega Paolo Santesso, amministratore unico di Sersa. «Le nuove tecnologie, infatti, migliorano e aumentano la facilità di accesso a diritti e servizi degli over 65, offrendo loro nuove opportunità». «Questa è un’attività che si va ad aggiungere alle tante altre ospitate da Sersa che non la fanno essere una “semplice” casa di riposo, ma la rendono un luogo di comunità e di incontro» aggiunge l’Assessore alle politiche sociali del Comune di Belluno, Valentina Tomasi. «Questo progetto è una grande occasione di confronto tra la generazione dei “nativi digitali”, o di chi vive e lavora con le nuove tecnologie, e chi invece ci si avvicina per la prima volta, continuando il lavoro già iniziato con il progetto Interreg Ecare, accorciando o addirittura annullando, grazie agli strumenti informatici, le distanze nel nostro territorio».