Arena, 24 maggio 2015

Il reparto Alzheimer è uno dei due di tutta la provincia. L’altro è il centro servizi Policella a Castel d’Azzano, gestito dalla Pia Opera Ciccarelli. Con i suoi 24 posti in camere a due letti con servizi, è sempre tutto pieno e le richieste di assistenza arrivano anche da fuori provincia. Ne spiega le caratteristiche l’educatrice Chiara Agostini: «Qui le persone affette da demenza ottengono un miglioramento delle compentenze rispetto a casa, perché lavoriamo sul riorientamento spazio temporale con diverse attività e il supporto di specialisti». A carico dell’Iaa psicologo e fisioterapista, in convenzione con l’Azienda ospedaliera un neurologo e poi c’è il medico di medicina generale; gli operatori in servizio sono in numero più alto rispetto agli standard per gli altri livelli di non autosufficienza, in tutto 13 più due infermieri. Importante lo spazio protetto all’esterno, diviso dal resto del mondo da una siepe continua per non ingenerare l’idea di chiusura. «Abbiamo un orto con piante stagionali e aromatiche, perché anche attraverso l’olfatto si riattiva la memoria, e un giardino con un percorso ad anello, continuo, adatto ai nostri pazienti». Nel reparto il turnover è basso: si libera in media un letto ogni sei mesi, quando la malattia progredisce a tal punto da aver bisogno non più di terapie ma di assistenza. Sottolinea l’ex direttore dell’Iaa, Dino Verdolin: «Un po’ alla volta la psichiatria sta contaminando la neurologia. Arrivano anziani con demenza e un precedente percorso psichiatrico, soprattutto maschi. Manca una risposta adeguata per questa situazione, colmare questo vuoto è una delle sfide di oggi».