Il Mattino di Padova, 29 aprile 2019

BASSA PADOVANA. Tra le accuse, una più grave dell’altra, c’è anche quella di avere imposto ai bimbi di bere dal bidet. E poi la bocca lavata con il sapone, i cibi mangiati freddi, le scarpe tolte per punizione, qualche schiaffo volato. Fino a quella minaccia che, per un bambino di quell’età, è una condanna agghiacciante: «Se non fate i buoni i vostri genitori moriranno». Di questi fatti è accusata una maestra di scuola materna della Bassa Padovana: per la donna padovana, sulla cinquantina, è stata chiesto il rinvio a giudizio dalla Procura di Rovigo per il reato di maltrattamenti. Le vittime? Una decina di alunni della scuola materna in cui tuttora lavora.
L’ipotesi di reato
I fatti su cui la Procura polesana vuole fare luce sono avvenuti in una scuola dell’infanzia pubblica. Il pm Sabrina Duò contesta alla maestra di avere maltrattato gli alunni di cui era responsabile almeno fino a dicembre 2017, data in cui sono terminate le indagini mosse dall’Arma dei carabinieri. Stando al capo di imputazione dell’autorità giudiziaria, la maestra si sarebbe macchiata di atteggiamenti molesti e vessatori verso una decina di ragazzini, maschi e femmine. Gli episodi descritti dalla Procura sono chiari quanto brutali: l’insegnante avrebbe sferrato più di qualche schiaffo ai suoi piccoli alunni e avrebbe imposto punizioni molto forti come quella di bere l’acqua dal bidet.
Ad alcuni – forse dopo qualche parola di troppo – avrebbe ordinato di lavarsi la bocca con il sapone, ad altri avrebbe fatto togliere forzatamente le scarpe. Al momento del pranzo, invece, avrebbe fatto sì che alcuni bambini mangiassero cibi freddi, arrivando persino a isolare alcuni di loro dalle tavolate collettive.
Spesso, inoltre, i piccoli alunni sarebbero stati cacciati fuori dalla porta. C’è poi tutto un sistema di vessazioni psicologiche: la cinquantenne voleva che i bimbi la chiamassero mamma. E poi, nero su bianco nel capo d’imputazione, c’è una minaccia capace di scuotere anche gli animi degli alunni più agitati: «Se ti comporti male, i tuoi genitori muoiono». Lo stato di soggezione e la paura di essere puniti erano strumenti abituali della maestra, perlomeno secondo quanto ipotizzato dal pm rodigino.
Intercettazioni
La richiesta di rinvio a giudizio è arrivata al termine di una serie di indagini mosse dalla compagnia dei carabinieri di Este, messa in allerta dall’esposto di una madre che, ai racconti del figlioletto, ha voluto denunciare il tutto e ha iscritto il bimbo in un’altra scuola. I militari hanno messo in atto una serie di verifiche, anche ambientali (audio e video) che non hanno provato alcuna violenza fisica messa in atto della donna verso i piccolini (da qui l’assenza di misure cautelari), ma che hanno effettivamente confermato metodi pedagogici decisamente anomali applicati dall’insegnante. Il caso è diventato ben presto di dominio pubblico, tanto che sono una quindicina le famiglie che hanno ritirato l’iscrizione dei figli dall’asilo e hanno trasferito i ragazzini in altre strutture.
Processo
La maestra è difesa dagli avvocati Giovanni Lamonica e Simonetta Maria Pastorello. L’udienza preliminare in cui il giudice valuterà la richiesta del pm si terrà il 25 giugno in Tribunale a Rovigo.
Il decreto di fissazione dell’udienza preliminare è stato notificato in questi giorni ai genitori della decina di bambini che avrebbero subito maltrattamenti.
Entro il prossimo mese le famiglie potranno valutare se costituirsi parte civile nell’eventuale processo.