Il Gazzettino, 21 maggio 2019

BADIA POLESINE I familiari della casa di riposo chiedono nuovamente ascolto dopo gli aumenti delle rette. In un volantino si torna sulla difficile situazione economica dell’ente, si invita a trovare soluzioni e a non dimenticare le difficoltà per i parenti degli ospiti. «I dati forniti dagli amministratori della Casa sono preoccupanti, si parla di centinaia di migliaia di euro di deficit, mentre più volte ci è stato detto che i problemi dell’ente si risolverebbero se venissero concesse dalla Regione un maggior numero di impegnative», sottolineano i familiari, che ricordano che il consiglio di amministrazione dell’Ipab dal primo gennaio 2019 ha innalzato le rette «mettendo in difficoltà molte famiglie che già fanno fatica a sbarcare il lunario. Pensate che ogni mese i familiari devono disporre di una cifra che oscilla dai 1.650 ai 2.280 euro per mantenere il proprio caro in casa di riposo. Ci siamo rivolti alla politica, ma la risposta è stata univoca: non ci sono soldi».
L’ACCUSA I familiari rilevano che «nel frattempo viene concessa a diversi comuni la possibilità di costruire delle nuove case di riposo, riducendo così le attuali impegnative assistenziali agli enti già presenti nel territorio. La Regione deve ancora approvare una legge regionale sulla trasformazione delle case di riposo pubbliche, ferma da diversi anni. Non entriamo nel merito di ciò che gli amministratori della Casa del sorriso devono o non dovevano fare, non ci compete, ma non è giusto che siano i familiari a pagare». A chiudere un appello ai cittadini, affinché si facciano portavoce della situazione. «In questo momento la politica non sta aiutando la nostra casa di riposo, un fiore all’occhiello della città per competenze e professionalità di chi ci lavora. Non sono sufficienti le belle parole se poi non sono seguite da fatti. Ci dicono che pagheremo meno tasse, ma ci hanno innalzato la retta e in previsione, per i prossimi anni, avremo altri aumenti. Quando saremo anche noi anziani e non saremo più autosufficienti, potremo permetterci di andare in casa di riposo?».