Gazzettino 27 agosto

C’è chi migliora e chi perde. Una sanità a macchia di leopardo quella che emerge dal confronto tra il consuntivo 2014 delle Asl del Veneto e quello del 2013. Senza l’aiutino della gestione accentrata il sistema delle Asl venete (più quello delle Aziende e dello Iov) ha perso 171,5 milioni di euro, contro i 162,3 che era il passivo del 2013. Naturalmente non è così per tutte, alcune Asl infatti hanno migliorato, e non di poco, la performance. Per le Asl di periferia fare il balzo in avanti pare essere più semplice. Feltre, ad esempio, migliora l’attivo del 2013, crescita anche per Asolo, mantiene la posizione Mirano, consolida il positivo l’Alta padovana e incrementa la performance Adria. Buon attivo per Bussolengo. Anche per quanto riguarda i capoluoghi la situazione presenta sostanziali differenze. Tra tutte va sicuramente segnata la marcia inarrestabile dell’Asl di Rovigo che in due anni è riuscita recuperare ben 23 milioni di passivo. Due ne ha recuperati anche l’Asl di Belluno. Vicenza ha invece incrementato l’attivo di oltre 3 milioni di euro; lieve ma costante crescita anche per Treviso. In crescita anche nel 2014 il trend positivo dell’Istituto oncologico veneto. Resta pesante il buco di Venezia, arrivato a 68,42 milioni di euro (incide sicuramente l’ospedale in project financing). In crescita anche il disavanzo di Chiogga, più 3 milioni rispetto al 2013. Una vera emorragia per l’Asl del Veneto orientale (-21 milioni e mezzo), colpevole la fuga ormai inarrestabile dei pazienti verso il Friuli Venezia Giulia. L’assessore alla sanità Luca Coletto non nega che esistano aree di criticità: «Se guardiamo il percorso fatto c’è stato un miglioramento in questi anni. Merito del Piano socio sanitario, degli obiettivi posti ai direttori – sottolinea – Ma non è finita qui, il percorso va avanti. L’obiettivo futuro non è solo quello di non perdere pazienti, penso al Veneto Orientale ad esempio, ma di diventare sempre più attrattivi nei confronti delle altre regioni e non solo». E puntare su un costante recupero di budget, considera l’assessore. Stabile il risultato dell’Asl Padovana, mentre l’Azienda padovana riesce a recuperare 3 milioni di euro, attestando il disavanzo a 22,83. Anche l’Aziende integrata di Verona è in forte recupero, 11 milioni di euro e un rosso residuo di 13,45 milioni. «I dati peggiori sono nel Veneziano – commenta il componente della V. Commissione Claudio Sinigaglia (Pd) – É imbarazzante il deficit della 12, sicuramente bisognoso di una approfondita analisi. Ma anche le due Aziende, Padova e Verona, non stanno particolarmente bene, maturando rispettivamente 22 e 14 milioni di deficit». Come sottolinea però anche il consigliere del Pd, grazie all’intervento della cosiddetta accentrata (GSA) (l’aiutino da parte della Regione) si è evitato alla fine una perdita d’esercizio complessiva e quindi il piano di rientro.
«Rimane poi incredibile che ci siano Asl che invece di finire in pareggio arrivino a maturare un attivo anche di 20 milioni!», conclude Sinigaglia.