Comunicato del consiglio regionale 7 ottobre

In merito alla discussione relativa al Progetto di legge n.23 di riforma della Governance della sanità veneta e di riorganizzazione territoriale delle ULSS intervengono gli esponenti del gruppo consiliare di Forza Italia, Massimiliano Barison, Massimo Giorgetti ed Elena Donazzan: “Il Gruppo di Forza Italia esprime grande soddisfazione perché finalmente il governatore Zaia ha manifestato la propria disponibilità ad aprire il confronto su alcune parti del Pdl sulla riorganizzazione della Sanità veneta”.

“Riteniamo – dichiara il Presidente del Gruppo, Massimiliano Barison – che oltre a mantenere gli attuali distretti debbano essere confermate le Conferenze dei sindaci per il necessario collegamento tra Comunità locali e i servizi socio sanitari erogati, senza contare poi che svolgo un servizio a costo “zero”. E’ proprio per questo indispensabile mantenere il ruolo e le funzioni delle attuali Conferenze dei Sindaci indipendentemente dall’accorpamento delle Ulss. E ancora, non si può prescindere dal fatto che l’attività di indirizzo, controllo e programmazione, in un settore come quello della sanità dove è investito oltre il 70% del bilancio regionale per una cifra prossima ai 9 miliardi di euro, dovrà restare di competenza della Giunta e del Consiglio Regionale. A nessun singolo manager può essere conferita una simile delega”.
“Le nostre proposte – ha continuato il Vice Presidente del Consiglio Regionale, Massimo Giorgetti – derivano anche dalle osservazioni raccolte durante gli incontri che come Gruppo abbiamo organizzato nel territorio regionale con gli stakeholders: sindaci, direttori, rappresentanti delle categorie etc. Vi sono altri aspetti – continua Giorgetti – che la legge dovrà chiarire senza equivoci, ossia quali siano i compiti, anche gestionali, delle nuove ULSS, rispetto ai Distretti e all’Azienda Zero. L’obiettivo di tutti è migliorare i servizi, ottimizzare le risorse, perseguire risultati di efficacia ed efficienza nella restituzione di servizi ai cittadini. Per un simile piano rivoluzionario la fretta non è sempre la via migliore”. “E’ del tutto evidente – conclude Elena Donazzan – che questo ragionamento non deve modificare l’attuale programmazione stabilita dalle schede ospedaliere che rimangono quelle vigenti, cioè quelle precedenti a questa nuova riforma”.