La Tribuna di Treviso, 6 giugno 2019

Il caso del disabile morto in casa da mesi tenuto dalla madre in camera senza che nessuno si accorgesse di nulla ha riacceso la discussione sull’efficacia della rete di servizi sociali e sanitari attivi nella Marca. L’uomo aveva frequentato per un periodo il Ceod Peter Pan di via Lancieri di Novara, ma ad un certo punto la madre aveva annunciato il trasferimento della famiglia in un’altra città, e di lui si erano perse le tracce fino alla macabra scoperta.
Secondo il presidente del Cpah Ivano Pillon che coordina 33 associazioni impegnate nell’assistenza dei disabili c’è un problema generale di risorse, strutture e liste d’attesa che scoppiano. «Ora ci sono 100 disabili in lista d’attesa per un posto ai Ceod solo nell’ex Usl 9. Non ci sono fondi» e, prosegue Pillon, «dopo la scuola dell’obbligo per il disabile non c’è nulla, se non tornare alla famiglie già pesantemente svantaggiate sul piano economico». 
Ma l’accusa non piace all’Usl 2 che replica ribadendo che l’organizzazione dei servizi socio assistenziali è ben radicata sul territorio e l’area disabilità è stata finanziata per 30 milioni di euro nel 2019. 
«Da parte della nostra azienda c’è, in collaborazione con i Comuni, le associazioni e i Terzo settore, un’attenzione costante volta al miglioramento e alla progressiva implementazione degli interventi nell’area disabilità» sottolinea Charles Louis Del Re, direttore dei servizi socio sanitari dell’Usl di Marca.
Nel Trevigiano sono attivi 57 centri diurni che accolgono 1. 439 utenti e 43 strutture residenziali che ospitano 858 persone. «Nel budget 2019 abbiamo destinato 27 milioni 500 mila euro alla residenzialità e semiresidenzialità di persone disabili a copertura dei costi sostenuti per l’accoglienza nelle apposite strutture. E altri 2 milioni di euro per finanziare il “Dopo di noi” per disabili adulti privi di una rete familiare» evidenzia Del Re. Bisogni che nel prossimo futuro aumenteranno in modo esponenziale a causa dell’inesorabile invecchiamento della popolazione che non trova risposta all’interno dei nuclei familiari sempre più disgregati e nemmeno il sostegno esterno di amici e vicinato. «Stanno emergendo nuove tematiche anche nel mondo della disabilità» aggiunge Del Re «l’invecchiamento della popolazione è un tema, con tutti i riflessi che ciò comporta in particolare sulle persone con disabilità anche in rapporto a un tessuto sociale che spesso non riesce più a fornire risposte a livello di famiglia e vicinato». Tematiche che sono state portate al tavolo della Regione per essere condivise con l’assessore al sociale Emanuela Lanzarin. «I lavori per la formulazione del nuovo Piano di Zona dei Servizi Sociali partirà non appena saranno riformati i Comitati dei Sindaci» conclude Del Re «per pianificare tutte le risposte necessarie».