Foggia Today
11 settembre

L’assegnazione dei 96 posti letto di Residenza Socio-Sanitaria Assistenziale, come da avviso pubblico emanato dalla Asl di Foggia e pubblicato il 23 gennaio del 2014 sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia, non convince il sindacalista Massimiliano Di Fonso. Delle cinque manifestazioni di interesse pervenute il 22 febbraio dello stesso anno all’Ufficio Protocollo della Asl Fg, dopo un ricorso al Tar – presentato anche da ‘Sanità Più’ (12 posti letto) – la Fondazione ‘Giuseppe Palena Onlus’ ha incassato 40 posti letto. Inizialmente, infatti, con deliberazione del 12 gennaio 2015, l’Asl Foggia aveva proceduto esclusivamente all’assegnazione di 36 posti letto, di cui 30 all’Azienda Pubblica Servizi alla Persona ‘Maria De Peppo Serena e Tito Pellegrino’ di Lucera e sei nel distretto socio-sanitario di San Marco in Lamis in favore di strutture aventi sede press la RSSA ‘Madre Teresa’ Fisiofitness di San Giovanni Rotondo.
Con una nota a mezzo stampa Di Fonso mette in dubbio i criteri adottati nell’assegnazione dei quaranta posti letto alla Fondazione ‘Giuseppe Palena Onlus’, segnalando un rapporto stretto di parentela tra il direttore dell’area coordinamento servizio socio sanitario e “responsabile del procedimento con delibera 476 del 6 agosto del 2015 nonché direttore dell’Area Patrimonio” e il legale rappresentante dell’associazione con sede sulla Statale 16 a Foggia.
“Così facendo – sottolinea il segretario provinciale Usppi – hanno lasciato le briciole a Sanità Più’ e all’asciutto un’altra società quale la Fisiofitness RSSA Madre Teresa di San Giovanni Rotondo che aveva ricevuto un finanziamento pubblico di due milioni di euro per la costruzione di una RSSA, e che per questo motivo aveva incominciato a investire sul personale assumendo 30 persone che lavorano da più di un anno (senza beneficiare dell’intervento economico della Asl), ma che fra meno di qualche settimana dovranno finire in mezzo alla strada.
Per Di Fonso o si revoca la delibera ed il provvedimento dell’Asl “illegittimo e opaco”, o qualcuno dovrà pagare i danni all’erario per due milioni di euro visto che – aggiunge – “la società Fisiofitness ha avuto questo finanziamento per espletare l’attività per cui è stato erogato lo stesso finanziamento”. Per Massimiliano Di Fonso, che nel frattempo ha chiesto l’intervento di Piazzolla ma annuncia un esposto in Procura, “è come se si volesse creare una ennesima cattedrale nel deserto”.