Gazzettino 7 ottobre

VENEZIA Delle due l’una: o Azienda Zero non interessa a nessuno, oppure alla Regione Veneto non vanno bene le proposte fin qui arrivate. A meno che – ed è la terza via – non si temporeggi volutamente, giusto per arrivare a fine anno. Il dato di fatto è che dopo due bandi, la Regione Veneto ancora non ha trovato l’uomo – o la donna – in grado di assumere il ruolo di direttore generale dell’Azienda Zero, l’ente voluto in questa legislatura dalla giunta di Luca Zaia, nato il 1° gennaio 2017 e però ancora commissariato nonostante a Palazzo Balbi siano arrivate (poche? insufficienti?) domande per il posto di direttore generale.A Stefano Fracasso, capogruppo del Pd in consiglio regionale del Veneto, viene così facile ironizzare: «A.A.A. direttore generale cercasi. A distanza di quasi due anni l’Azienda Zero è sempre retta da un commissario straordinario. Non si capisce come mai questo ritardo per una scelta così importante, che doveva rivoluzionare la sanità del Veneto. Dopo due bandi il direttore generale ancora non c’è e a gennaio l’Azienda Zero festeggerà il secondo compleanno»

.L’ATTESAIl primo bando per cercare aspiranti direttori generali è del 30 marzo scorso e dava un mese di tempo per presentare le domane. Il 30 aprile la giunta di Zaia approva una delibera che riapre i termini: Preso atto dello scarso numero di domande pervenute e in considerazione dell’opportunità di valutare un più ampio numero di candidature in ragione della particolare complessità dell’incarico da attribuire, ecco che scattano altri trenta giorni per presentare domande. Arrivano nuovi curricula, viene formata una commissione per esaminare le domande e a fine luglio c’è la rosa: i papabili sarebbero la direttrice dello Iov Patrizia Simionato, il direttore amministrativo dello Zooprofilattico Luigi Antoniol, l’ex dg dell’Ulss di Bolzano Thomas Schael.È passato agosto, è passato settembre, siamo a ottobre e ancora non c’è una decisione.

«Ci rendiamo conto che è un ruolo delicato – dice Fracasso – visto che il dg di Azienda Zero avrà il compito di gestire un budget di ben nove miliardi di euro, ma a maggior ragione non è pensabile aspettare tutto questo tempo e andare avanti a suon di commissari. Dopo due bandi, ancora non è stata presa alcuna decisione. In Veneto c’è il vizio dei commissari: li abbiamo visti alle Esu, nelle Ater, nei Parchi e ora sta toccando all’Azienda zero. Vuoi vedere che proprio nella sanità, la regina delle competenze regionali, non si trova qualcuno all’altezza?»