Giornale di Vicenza 13 ottobre

No a una sola Ulss per provincia. È la posizione presentata ieri dai Comuni di AnciVeneto nell’audizione in commissione Sanità del Consiglio regionale in vista della riforma per la nascita della “Azienda Zero”. L’Anci ha depositato uno studio approfondito dell’impatto del riassetto e che chiede che la futura Azienda Zero non abbia compiti di programmazione (dovrebbero restare in capo alla Direzione regionale). Inoltre «niente riduzioni drastiche delle Ulss attuali a Ulss provinciali: aziende troppo grandi rischiano di minare il rapporto con l’utenza. Sarebbe utile mantenere i bacini di utenza esistenti di 200/350mila abitanti». L’ipotesi quindi potrebbe essere di creare una decina di Ulss rispetto alle 21 attuali, ma non solanto sette come indicato nella riforma proposta dal presidente Luca Zaia. E poi la figura del Direttore dei servizi sociali di ogni Ulss va mantenuta «per la stessa peculiarità del sistema veneto, impostato all’integrazione sociosanitaria (come previsto dal nome delle stesse Ulss), con gli ospedali destinati ai malati acuti e la valorizzazione delle strutture intermedie sul territorio». Infine l’Anci «ribadisce il ruolo dei sindaci nelle attività di indirizzo e controllo