Giornale di Vicenza 11 ottobre

C’è un fantasma che aleggia sull’Ipab dopo lo choc del San Camillo: si chiama commissariamento da parte della Regione. Un film già visto a Vicenza. E un eventuale remake riaprirebbe lo scontro politico, stavolta all’arma bianca. Il centrosinistra locale affila già gli artigli, il centrodestra regionale non affonda colpi. È in questo clima sospeso che Achille Variati e Manuela Lanzarin si sono parlati a quattr’occhi, l’altra sera. Il sindaco e l’assessore regionale al Sociale: colloquio interlocutorio ma franco. La posizione di Variati è quella del primo momento: ribadisce lo choc, predica cautela, chiede che siano accertate le responsabilità, anche individuali, ma che le scelte (della Regione) non siano dettate da logiche politiche. Riconoscendo i problemi strutturali al San Camillo, chiede che la Regione sblocchi autorizzazioni pendenti per consentire a Ipab di fare gli investimenti necessari. Non solo: il sindaco ricorda a tutti che ha voluto un Cda di alto profilo: due avvocati, tra cui il presidente dell’Ordine Fabio Mantovani; due dottoresse; e un presidente con un curriculum nel sociale come Lucio Turra. E ricorda che questo Cda ha impresso una svolta e ha subito attivato verifiche sul San Camillo che prima non erano così assidue. E “prima” significa il biennio del commissario Francesco Zantedeschi, incaricato dalla Regione, durante il quale è stato affidato il bando alla Bramasole, oggi così discusso. Non è un dettaglio in questa partita a scacchi.Il governatore Zaia, dopo un «via tutti» detto al primo giorno, ha corretto il tiro: «Non è un problema politico ma di responsabilità personale che va sanzionata». Ora Lanzarin aspetta la relazione di Ipba, per valutare e decidere. Sta alla Regione dare corpo o cancellare i fantasmi.