Corriere delle Alpi, 9 giugno 2019

ALANO DI PIAVE. La casa di riposo Sant’Antonio Abate di Alano di Piave è attualmente in capo alla parrocchia e il presidente resta il parroco don Francesco Settimo. Appena la Fondazione Sant’Antonio Abate, costituita fra la parrocchia e la diocesi di Padova, avrà ottenuto il riconoscimento giuridico dalla Regione, assumerà la gestione della casa di riposo alanese con annesso ospedale di comunità.
Questo tiene a precisare la diocesi di Padova che da gennaio ha indicato Matteo Segafredo, su richiesta del parroco di Alano, e della Commissione per gli affari economici della parrocchia e ha iniziato a collaborare alla gestione della struttura. Si evidenzia anche, nella nota trasmessa dalla diocesi in risposta al nostro articolo in cui si dava conto di un cambio di corso nella struttura che si è tradotto nella cessazione dal servizio della storica direttrice Alessandra Pilotto, che «la casa di riposo Sant’Antonio Abate di Alano di Piave era, resta e sarà legata a doppio filo alla parrocchia e alla comunità di Alano. Mantenendo la fedeltà alla mission e al legame con la comunità, la Fondazione Sant’Antonio servirà a tenere distinta la gestione della parrocchia dalla responsabilità della casa di riposo. Nel consiglio di amministrazione della futura Fondazione siederanno un esperto del settore sociosanitario, un rappresentante della parrocchia di Alano e un rappresentante della diocesi di Padova. Tutti opereranno a titolo gratuito».
Entrando nel merito della futura gestione che entrerebbe a regime dopo il riconoscimento giuridico da parte della Regione, si dice che «la casa di riposo Sant’Antonio ha assunto con contratto part time e a tempo determinato, Francesco Facci, che ha oltre 30 anni di esperienza di lavoro nel settore sociosanitario: ricoprirà il ruolo di direttore nel periodo di passaggio e stabilizzazione della nuova gestione».
Matteo Segafredo e Francesco Facci sono rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Santa Tecla di Este, anch’essa legata alla Diocesi di Padova. «Ma la Fondazione Santa Tecla non è in alcun modo coinvolta in Casa Sant’Antonio pertanto è fuorviante affermare che Casa Sant’Antonio passa in gestione a Fondazione Santa Tecla. Per quanto riguarda il personale da febbraio a oggi si sono dimessi tre dipendenti della casa di riposo Sant’Antonio». Tra i progetti futuri di Casa Sant’Antonio c’è anche la valorizzazione dello stabile della ex scuola materna parrocchiale (contiguo alla struttura e vuoto dal primo di febbraio 2019), che dovrebbe essere destinato a ospitare l’ospedale di comunità e a offrire altri spazi per gli ospiti della casa di riposo. «Non si tratta quindi di spostamento in altra area, e nemmeno di trasferimento in stabili di proprietà dell’amministrazione comunale, come erroneamente affermato. Si tratta in ogni caso di un percorso ancora agli inizi e che richiederà del tempo per realizzarsi».