Giornale di Vicenza 14 ottobre

La sospensione del pagamento delle fatture e una multa da 5 mila euro. Sono i provvedimenti presi dal cda dell’Ipab nei confronti della cooperativa Bramasole, affidataria della gestione della casa di riposo San Camillo. L’ultimo provvedimento, in ordine di tempo, risulta essere quello della sospensione dei pagamenti, deciso dal consiglio di amministrazione dell’Ipab dopo la bufera scoppiata nei giorni scorsi. La sanzione risale invece al mese di settembre e testimonia come la situazione, nella residenza per anziani, fosse nota da tempo ai membri del cda. «La multa riguarda fatti accertati nel mese di agosto – spiega Gianni Cristofari, uno dei componenti del consiglio di amministrazione dell’ente -. Stavamo componendo un dossier in merito a tali questioni. Le contestazioni riguardano il modo in cui gli operatori della cooperativa seguivano gli anziani. È stato riscontrato, ad esempio, come essi non provvedessero a tagliare le unghie delle mani degli ospiti. Non è una cosa da poco, specialmente per quelle persone che serrano i pugni, magari in preda agli spasmi. Abbiamo scoperto, poi, come gli operatori non procedessero a pesare gli ospiti. Anche in questo caso si tratta di una procedura fondamentale per capire se il paziente aumenta o cala di peso».In sostanza, si tratta del mancato rispetto del protocollo stabilito tra l’Ipab e la cooperativa con il contratto che regolava i rapporti tra i due soggetti. “C’è un contratto tra Ipab e cooperativa Bramasole – continua Cristofari -. Nel testo c’è una clausola, la quale stabilisce che quando l’Ipab muove delle contestazioni alla cooperativa, questa può presentare delle controdeduzioni. Quest’ultime possono essere accolte o meno». Non sarebbe, in ogni caso, la prima volta che la cooperativa viene sanzionata in base al mancato rispetto degli accordi tra i due enti; anche se, nei casi precedenti, le multe sarebbero state inferiori. «In passato sono già state applicate sanzioni alla cooperativa Bramasole – precisa Cristofari -. I casi si sono verificati diverse volte, con multe da 500 euro l’una». Sul fronte del futuro del San Camillo, invece, secondo Cristofari si aprono due strade: la gestione potrebbe essere infatti affidata alla cooperativa Codess, giunta nella posizione successiva, rispetto a Bramasole, nella procedura d’appalto. La seconda ipotesi vede invece un’internalizzazione della gestione, da affidare magari al braccio operativo Ipark. Sulla vicenda è intervenuto anche il Coordinamento No Austerity Vicenza, evidenziando la trattativa per il contratto dei dipendenti. «Quello che ci interessa far emergere, ad un anno di distanza e in seguito ai gravi fatti ipotizzati e di cui si parla in questi giorni – spiega Patrizia Cammarata -, è che la lotta di questi lavoratori, però, non puntava solo a migliori condizioni contrattuali, ma anche ad una migliore qualità del servizio rivolto agli anziani. Soprattutto le lavoratrici, allora, manifestarono la loro preoccupazione per la qualità del servizio che poteva essere garantita solo con una presenza degli operatori non ridotta all’osso».