La Voce di Rovigo, 4 agosto 2015

ADRIA – Una cosa è certa: si tratta di un gran pasticcio. Che cosa sia successo nella riunione del cda della Casa di riposo del 4 agosto, ancora non è dato sapere nei dettagli, ma quanto sta emergendo è di una gravità inaudita.
Il caso è scoppiato a seguito dell’articolo pubblicato ieri da “La Voce di Rovigo” sul fatto che un consigliere ha abbandonato la riunione al momento di votare il premio di produzione per la direttrice Patrizia Borile per un importo di 4mila euro. Adesso si apprende, confermando così gli indizi raccolti dal nostro giornale, che ad abbandonare l’aula è stato Daniele Ceccarello che ha fatto mettere a verbale “di non partecipare al voto in quanto lui non c’era nel 2014”.
Tuttavia, quanto si legge nella delibera in questione è in gran parte inesatto e francamente risulta alquanto inspiegabile come possano essere stati fatti errori del genere, al punto che il provvedimento è da considerarsi nullo. In un comunicato ufficiale arrivato dal segretario amministrativo dell’ente, Fabio Pezzolato, il quale tiene a puntualizzare che lui non ha partecipato alla riunione, si precisa che “la presidenza della riunione era stata assunta dal vice presidente Lorenzo Bertaglia, con funzioni anche di segretario verbalizzante“. A questo punto sorgono due problemi: prima di tutto sulla legittimità che chi presiede svolga anche le funzioni di segretario verbalizzante, dall’altro lato sulla validità della votazione. Infatti, preso atto che alla riunione erano assenti Sandra Passadore e Sandro Bisco, constatato che Daniele Ceccarello non ha partecipato al voto, a quel punto avrebbero votato solo in due, ossia Bertaglia e Lisi, quindi il voto non è valido e la delibera è sostanzialmente nulla.