Fa specie che nel 2015 il tema delle barriere architettoniche si lasci raccontare con i verbi coniugati al presente. Nonostante i progressi fatti negli ultimi anni, a partire dalla Legge 13 del 1989, la risoluzione del problema appare piuttosto lontana. In Italia, come naturalmente anche a Foggia. Sono diverse le strutture nelle quali l’accesso è inibito ai diversamente abili, per mancanza di rampe, corrimano, ascensori. A questo poi si aggiunge il malcostume tipico di chi magari parcheggia l’auto negli spazi deputati ai disabili, o peggio ancora sfrutta il pass per disabili di un parente. Sono questi i fattori che motivano la nascita di “Adotta una barriera”, l’iniziativa ideata dall’associazione radicale di Foggia “Maria Teresa di Lascia” e dall’associazione per la libertà di ricerca scientifica “Luca Coscioni”.
Tutto ha avuto inizio lo scorso 28 marzo, quando la città di Foggia è stata teatro di un corso-seminario proprio sul superamento delle barriere architettoniche. L’incontro rientrava in un progetto nazionale, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, finalizzato a informare e formare i cittadini su quel che concerne il tema delle barriere architettoniche, e le normative e gli strumenti per la loro rimozione. Da qui l’idea dell’associazione “Maria Teresa di Lascia”, di promuovere una serie di attività finalizzate all’effettivo superamento delle barriere nella città di Foggia. Come? Attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini. “Spesso il cittadino è abituato a lamentarsi senza però proporre nulla. Per questo noi proponiamo di fare politica, ma dal basso. Se noti una barriera architettonica, la ‘adotti’ e la porti in tribunale”, spiega Norberto Guerriero, segretario dell’associazione Maria Teresa di Lascia.
Con l’iniziativa “Adotta una barriera, vinci la (In) differenza”, l’obiettivo è proprio quello di coinvolgere tutti i cittadini in maniera piuttosto semplice: basta armarsi di uno smartphone, tablet o digital cam, immortalare la barriera, e caricarla sulla pagina Facebook, o inviarla per email ad associazionedilascia@gmailcom, o ancora su Twitter inserendo a margine l’hashtag #nobarriere. Tutte le immagini raccolte vengono inserite su una mappa telematica di Foggia, geolocalizzate e contrassegnate con un bottone rosso. Qualunque utente, semplicemente cliccando sul bottone rosso, può visionare in qualsiasi momento la foto della barriera ed i relativi dati.
L’iniziativa si propone di raggiungere tre obiettivi ambiziosi: Effettuare un primo vero censimento delle barriere; sensibilizzare la cittadinanza ma anche le istituzioni, affinché affrontino seriamente il tema, prendendo in considerazione i Peba (Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche) previsti dalla legge n. 41/1986; intraprendere azioni legali finalizzate all’effettiva rimozione delle barriere.
Si tratta di una campagna ambiziosa, che potrebbe partire da una delle strutture più celebri e frequentate di Foggia: lo stadio Pino Zaccheria. “A breve ci sarà un incontro con l’assessore Cangelli, per affrontare la questione Stadio, la cui fruizione per i diversamente abili è piuttosto complicata”, precisa Guerriero. Dopo di che, si lavorerà per la costituzione di una rete che includa tutte le realtà associative legate al tema della disabilità. “Il nostro impegno ed obiettivo è trasformare ogni bottone rosso, in un luogo accessibile senza barriere. Per farlo abbiamo bisogno dell’aiuto di ciascuno, perché solo insieme possiamo vincere l’indifferenza per superare le differenze”.