Il Corriere delle Alpi, 16 dicembre 2015

AGORDO Le nuove frontiere dell’occupabilità sono state raggiunte anche ad Agordo. È notizia recente che, grazie alla volontà di Società Nuova, il progetto promosso dall’Usl 1 e teso a rispondere ai bisogni graduali di autonomia delle persone disabili è approdato anche nel Cuore delle Dolomiti. Sette persone con disabilità dell’Agordino sono infatti quotidianamente al lavoro nei giorni feriali dalle 9 alle 14 come terzisti per l’azienda Pramaor di Taibon. Si tratta della ditta guidata da Nicola Del Din che si è imposta all’attenzione per la produzione di occhiali in titanio. La Pramaor ha accettato la proposta di Società Nuova e si propone dunque come esempio anche per eventuali altre ditte che, come succede da anni a Belluno e dintorni, decidono di collaborare per concretizzare forme di occupazione protetta. «L’obiettivo», dice il presidente di Società Nuova, Federico Bristot «è promuovere il benessere della persona con disabilità in termini di bisogni primari relazionali e sociali, per poter sviluppare e mantenere le capacità e le autonomie personali e facilitare l’acquisizione di abilità strumentali propedeutiche a una reale inclusione lavorativa». Da tempo Società Nuova gestisce il Centro diurno di Agordo e ha pertanto avuto modo di capire quali siano le carenze del territorio relativamente alle risposte ai bisogni di persone con disabilità che non hanno la possibilità di misurarsi in esperienze di autonomia residenziale piuttosto che in attività occupazionali adeguate ai loro profili, complice anche la congiuntura economica avversa e la contrazione delle risorse a disposizione dei servizi sociali. Da qui l’idea di far partire anche in Agordino il progetto “Nuove frontiere per l’occupabilità” che, a distanza di cinque mesi dall’avvio, sta dando buoni risultati. «I giovani dai 19 ai 33 anni che sto seguendo», dice Annalisa Zasso, responsabile del laboratorio di assemblaggio», sono chiamati a svolgere delle semplici attività pratiche su aste di occhiali, per la creazione di banner, imbustano, etichettano. Stanno rispondendo in maniera più che sufficiente sia dal punto di vista delle dinamiche relazionali, che da quello della responsabilità». «Noi», continua Annalisa Zasso, «riteniamo importante che questi giovani maturino delle esperienze e acquisiscano una responsabilità per potersi preparare eventualmente al mondo del lavoro. Per noi è infatti anche un momento importante di osservazione che ci consente di capire se quella dell’inserimento nel mondo del lavoro attraverso la legge 68 sia una strada percorribile oppure se sia necessario che continuino a lavorare in contesti protetti dove sono seguiti da professionisti». Il buon andamento del progetto ha spinto Società Nuova a riproporlo anche in futuro. La speranza è che, nel frattempo, anche altre aziende possano seguire l’esempio di Pramaor nel collaborare a iniziative che hanno come scopo primario quello della valorizzazione della persona nella sua dignità.