Arena 21 dicembre

Ex scuola materna, poi ex magazzino, ora è diventato un «minimarket» speciale, con tanti prodotti allineati in ordine sugli scaffali. Pasta, sugo, legumi, olio, latte, farina. Ma anche frutta e verdura fresche dentro al banco frigo. Solo che per fare la spesa qui non servono soldi. Tutto è donato a chi manca del necessario per vivere. Ma con regole ben definite. È stato inaugurato ieri mattina, nella parrocchia dei Santi Apostoli in corso Cavour, il «nuovo» Emporio della solidarietà, opera della Rete dei talenti, cioè il gruppo formato dalla Caritas, dal Comune, e da diverse associazioni di volontariato. Nuovo, o per meglio dire, trasferito e ampliato dal paio di stanze provvisorie al piano terra allo spazio ben più grande al livello superiore dell’edificio in fianco alla chiesa.
Per il taglio del nastro è arrivato il vescovo Giuseppe Zenti, accolto da monsignor Giuliano Ceschi, direttore della Caritas diocesana, e dal vice direttore Carlo Croce. E tra la folla accorsa all’inaugurazione c’erano anche l’assessore al sociale Anna Leso, il presidente dell’Agsm Fabio Venturi, e l’ex prefetto Perla Stancari.
«L’Emporio dei Santi Apostoli è un segno di intelligenza e uno strumento per restituire dignità a chi attraversa un periodo difficile», commenta il vescovo sulla soglia dell’edificio. «Tutto ciò che si trova qui dentro è frutto della generosità dei veronesi. Oltre a quest’emporio, presto ne saranno aperti altri…».
«Siamo in attesa per via XX Settembre», interviene subito monsignor Ceschi, ricordando il progetto all’ex Casa del Fascio a Veronetta, al quale non si è mai rinunciato
Tutti, poi, hanno voluto ammirare la ristrutturazione a cura dell’architetto Giovanni Policante. Salita la scala di pietra bianca, l’Emporio appare come un negozio normale, sobrio ma ridente, con un’area di intrattenimento per i bimbi, un angolo ristoro e con una ricetta diversa in corrispondenza di ogni alimento appesa sugli scaffali.
In uscita c’è la cassa, come al supermercato. Ma si «paga» con una tesserina magnetica sulla quale, ogni mese, viene caricato un numero massimo di punti, che diminuisce ad ogni prodotto messo nel carrello: «Bisogna sapersi gestire, imparando ad arrivare alla fine del mese. È anche questo che insegniamo agli assistiti dell’Emporio», spiega una volontaria.
Chi può usufruire? Le famiglie in «difficoltà economica provvisoria» segnalate dai Servizi sociali e dalle singole associazioni di volontariato: attualmente sono 60, corrispondenti a 180 persone, metà italiane e metà straniere, ma si prevede di arrivare presto a sostenere cento nuclei.
Fra i grandi benefattori dell’Emporio compaiono Glaxo, Assimprese, Torrefazione Franchetto, Forno Bonomi; ma anche l’Asfa (donatori di sangue), l’istituto salesiano San Zeno, Scaligera Formazione (l’ex Provolo), e le parrocchie dei Santi Apostoli e della Santissima Trinità. Ma chiunque può contribuire al rifornimento, anche in piccolo, attraverso la campagna «Adotta uno scaffale».
L’assistenza non è a tempo indeterminato: «Le persone fanno un percorso per recuperare una dimensione sociale, relazionale e occupazionale», spiega Croce. «La spesa, infatti, è anche un momento di dialogo. Quando le persone si sentono amate, i frutti arrivano in fretta».