Difesa del Popolo, 22 maggio 2015

 

Se la montagna non va da Maometto, allora Maometto va alla montagna. Il mondo del sociale spesso lo insegna. Come quando, alcuni anni fa, un gruppo di genitori di bambini e ragazzi con disturbi dello spettro dell’autismo, legati all’associazione Viviautismo, si sono rimboccati le maniche credendo nel sogno di realizzare il primo Centro specializzato multisistemico per l’autismo (Csma) della città di Padova, dopo aver sperimentato direttamente sulla propria pelle l’assenza di una struttura pubblica di questo tipo, indispensabile per garantire una miglior qualità della vita alle persone affette da autismo e alle loro famiglie.

Il centro sta per sorgere in via Perù in zona industriale e manca davvero poco al suo completamento: «A settembre verrà inaugurato – spiega la presidente di Viviautismo Eleonora Bedin – e s’inizieranno subito le attività terapeutiche e riabilitative, i laboratori, la formazione e l’aggiornamento per i terapisti, in cui crediamo molto. Saranno una decina le figure professionali impiegate (psicologi, fisioterapisti, psicomotricisti, logopedisti…) per un’utenza soprattutto di bambini e ragazzi. Già ora ne seguiamo 25 con la nostra associazione».

Tra i servizi forniti dal nuovo centro ci saranno diagnosi precoce, percorsi terapeutici, informazione e formazione a genitori, insegnanti, terapisti, progetti di inclusione sociale, inserimento lavorativo, occupazionale e autonomia. Il costo del progetto è di 450 mila euro, di cui 50 mila erogati da Banca Prossima, 150 mila dalla fondazione Cariparo attraverso il bando sociale 2012, 100 mila destinati dall’associazione Viviautismo tramite la fondazione I Bambini delle fate. All’appello mancano 100 mila euro che Viviautismo ha pensato di raccogliere in queste settimane con lo strumento finanziario del prestito di valore. «Vogliamo che la città senta proprio questo Centro specializzato per l’autismo – spiega ancora Eleonora Bedin – Grazie a Banca Prossima, che fa da garante, l’idea è di coinvolgere cittadini e imprese per contribuire alla conclusione del progetto».

“Terzo valore” è, dunque, lo strumento di Banca Prossima che sostiene i progetti delle organizzazioni non profit: il meccanismo è semplice perché prevede l’erogazione di un capitale da parte dei cittadini a tasso agevolato e senza nessun rischio (grazie alla garanzia sul capitale offerta in questo caso da Banca Prossima). Sono sufficienti piccoli contributi, da un minimo di 500 euro a un massimo di 10 mila euro per le persone fisiche, 50 mila per le persone giuridiche. La scelta personale sarà quella del prestito, che verrà rimborsato entro 10 anni con interessi dallo 0 all’1,5 per cento, oppure la donazione, che potrà essere detratta fiscalmente dalla dichiarazione dei redditi. Nella sola provincia di Padova le persone con disturbi dello spettro dell’autismo sono circa 8 mila: «Un censimento non è ancora stato fatto – conclude Bedin – ma le statistiche internazionali affermano che l’1 per cento della popolazione mondiale è affetta da questo tipo di disabilità». Il nuovo centro padovano affiancherà quelli privati di Treviso e Verona, accreditati presso le Ulss di riferimento e che già da anni sostengono i disabili e le loro famiglie. All’interno del portale www.terzovalore.com che spiega come dare “risorse nuove al terzo settore” sono spiegate tutte le modalità con cui concorrere all’obiettivo dell’associazione padovana. Altre informazioni sul progetto: www.viviautismo.it