La Voce di Rovigo, 8 gennaio 2016

Il rischio è che prima o poi i polesani nascano tutti a Rovigo. La direttiva del ministro della salute Beatrice Lorenzin, che chiede alle Regioni di tagliare i punti nascita con meno di 500 parti all’anno, pone infatti a rischio la sopravvivenza delle maternità negli ospedali di Adria e Trecenta. Certo, è una direttiva nazionale che per il momento non trova riscontro nei piani della Regione, ma sia Adria che Trecenta rischiano. Antonio Laruccia, sindaco di Trecenta, parla di “idea illogica” mentre il neodirettore generale dell’Ulss 18, e commissario dell’Ulss 19, Antonio Compostella, precisa: “La chiusura delle maternità è uno dei punti delle linee guide del ministero, ma in tema di sanità è il legislatore regionale che dispone. Io mi occupo di cose oggettive, e a fare fede sono le schede ospedaliere della Regione, in cui i punti nascita di Rovigo, Adria e Trecenta sono punti fissi dell’organizzazione sanitaria veneta. Il mio compito sarà quello di farli funzionare, non certo di chiuderli“. Tra i reparti di maternità a rischio, pure quello di Chioggia, nella Ulss 14, della quale fanno parte i comuni di Cavarzere e Cona.