Gazzettino 30 dicembre

Longarone dà il via libera alla costituzione dell’Azienda speciale, finalizzata a gestire la casa di riposo e, in generale, i servizi residenziali e sociali. Nella seduta di ieri, il consiglio comunale ha espresso parere favorevole, in merito a un percorso che coinvolge due amministrazioni: quella di Palazzo Mazzolà e di Forno di Zoldo. La gestione associata, infatti, strizza l’occhio a benefici di tipo economico e funzionale: Longarone ha scelto la strada dell’Azienda speciale perché è la forma di ente partecipato più simile al Comune ed è quindi sottoposto a un maggior livello di controllo da parte dell’amministrazione. Senza considerare l’elasticità nella gestione del personale. Insomma, il dado è tratto: tanto è vero che l’intero consiglio longaronese ha votato a favore, con l’eccezione di Antonio Romanin, rappresentante del gruppo di minoranza. Lo stesso Romanin ha lanciato una proposta: «Perché non prendere l’esempio di Ponte nelle Alpi? Ovvero, quella di creare una Fondazione: noi ne abbiamo già una (la Fondazione Vajont, ndr). Potevamo scioglierla e trasferire il suo patrimonio in un nuovo organismo, più utile per la comunità. La stessa comunità ha bisogno di una nuova casa di riposo». Immediata la risposta del sindaco Roberto Padrin: «Ci avevamo pensato anche noi, ma la Fondazione Vajont è nata con degli scopi precisi e, per una questione morale, si è scelta un’altra via. Sono certo che la trasformazione in Azienda speciale porterà dei sensibili vantaggi in termini di operatività della struttura e contribuirà alla tutela dei dipendenti». La pensa allo stesso modo l’assessore ai Servizi sociali, Ali Chreyha: «Abbiamo messo in piedi un progetto ambizioso e importante. La gestione condivisa con Forno, anche a livello di personale, assicurerà la continuità nell’erogazione dei servizi». Per chiudere, l’auspicio del capogruppo di minoranza, Francesco Croce, è che «l’Azienda speciale sia il punto di partenza per realizzare una nuova casa di riposo»