La normativa è stata fatta per riconoscere il ruolo sociale di coloro che si prendono cura di un familiare non autosufficiente, fornire formazione e supporto nelle attività di assistenza prestate gratuitamente da familiari e amici, mettendo a disposizione importanti servizi

La Regione Emilia-Romagna ha approvato – prima in Italia – la legge che dà riconoscimento alla figura del “caregiver”, parola inglese per indicare, più semplicemente, chi si occupa all’interno della cerchia di parenti e amici delle persone non autosufficienti. La normativa è stata fatta per riconoscere il ruolo sociale di coloro che si prendono cura di un familiare non autosufficiente, fornire formazione e supporto nelle attività di assistenza prestate gratuitamente da familiari e amici, mettendo a disposizione importanti servizi.
Inoltre, con la legge viene formalmente istituita la giornata del Caregiver Day regionale che cadrà sempre l’ultimo sabato di maggio.  Quest’anno la giornata del caregiver cade il 30 maggio. L’ASP Cesena Valle Savio è impegnata da anni nel sostegno ai caregiver familiari e nella qualificazione del lavoro di cura. Quest’anno ha deciso di dedicare la giornata del caregiver familiare 2015 alla scuola e a tutti i ragazzi e ragazze che in maniera invisibile si occupano di un proprio caro, fratello, genitore, parente.  Svolgere infatti un lavoro di cura nei confronti di un proprio caro, soprattutto se per un tempo prolungato e senza il supporto di amici e parenti, può esporre a forti stress e mettere la persona a rischio di salute. Se a svolgere questo ruolo è una persona molto giovane, i rischi aumentano.
Tra il 2012 e il 2014 ASP Cesena Valle Savio ha partecipato ad un programma europeo Grundtvig (TOGETHER FOR YOUNG ADULT CARERS – insieme per i giovani caregiver) insieme ad altre 5 organizzazioni europee, che ha avuto come fine principale l’approfondimento di questo importante tema: quali sono le principali difficoltà dei giovani adulti caregiver e cosa si può fare per sostenerli. Identificare i giovani caregiver, coinvolgendo le scuole, i servizi rivolti ai giovani ed in generale il mondo dell’istruzione e della formazione, è il primo passo per essere loro di supporto. La fase di transizione all’età adulta è infatti un momento particolarmente delicato. La ricerca internazionale mostra che l’impatto dell’attività di cura nei confronti di un familiare sulla vita di un giovane caregiver può essere molto pesante. Il rendimento scolastico è ad esempio uno dei primi ambiti ad essere colpiti: le frequenti assenze da scuola, il minor tempo a disposizione, la preoccupazione e la solitudine sono spesso fattori compromettenti. La scuola è quindi un attore cruciale nell’identificare in maniera precoce questi bisogni e tentare una prima risposta.
E’ in questo contesto che è nata la collaborazione con l’istituto Professionale di Stato Versari-Macrelli di Cesena nell’anno scolastico 2014-2015 e che continuerà nell’as 2015-2016. Tra novembre e dicembre 2014 circa 500 studenti del Versari-Macrelli sono stati invitati a compilare in forma anonima un questionario on line avente come oggetto gli impegni quotidiani di cura. Da una prima elaborazione dei dati emerge che circa il 20% degli studenti contattati sono coinvolti da intensa/molto intensa attività di cura (il 14% svolge un’intensa attività di cura; molto intensa attività di cura per il 10% ). Questi dati sono serviti per attivare un confronto a livello di comunità scolastica sui bisogni dei ragazzi e sui modi per affrontare questi bisogni.
Si sono poi tenuti degli incontri di formazione con due classi quarte dell’indirizzo sociale sul tema del familiare caregiver e un laboratorio rivolto agli insegnanti. Il tema dei giovani caregiver è stato incluso in maniera esplicita nei BES (bisogni educativi speciali); il piano educativo personalizzato verrà integrato affinché i consigli di classe siano attrezzati nel riconoscere in maniera precoce giovani che si trovano in fase momentanea o prolungata ad assistere un proprio caro.