LENDINARA Le rette della Casa albergo per anziani non aumenteranno per il 2016, salvo un ritocco alla maggiorazione per la stanze singole. La notizia, che rassicurerà gli anziani ospiti della struttura e le loro famiglie, emerge dal bilancio di previsione 2016 approvato dal consiglio di amministrazione insieme al documento di programmazione economico-finanziaria per il prossimo triennio.
Gli amministratori della Casa albergo, col via libera dei revisori dei conti, hanno deciso di mantenere la retta base allo stesso livello del 2015, ovvero 51,10 euro al giorno. Rimarrà uguale anche la retta per gli ospiti in soggiorno temporaneo, che come nel 2015 partirà da un minimo di 70,60 euro giornalieri. Aumenterà invece di un euro la maggiorazione per chi soggiorna in stanza singola, che quindi per il 2016 sarà di 7 euro al giorno. Il consiglio tenta quindi di contenere il livello delle rette più volte ritoccate negli ultimi anni, con l’eccezione del 2014 in cui non ci sono stati aumenti. Nel documento di programmazione triennale della Casa si spiega che per evitare di aumentare le rette mantenendo gli attuali livelli di qualità dei servizi, bisognerà rendere ancor più efficienti tempi e procedure per l’occupazione dei posti letto che si libereranno nel corso dell’anno, con la previsione di avere 155 ospiti con impegnativa di residenzialità e un certo numero di persone inserite in soggiorno temporaneo, ma anche ripensare il centro di cure palliative.
La Casa albergo, che gestisce il vicino hospice Casa del vento rosa, fino al maggio del 2014 si occupava anche dell’assistenza domiciliare oncologica per conto dell’Ulss 18. L’idea è di provare a ridiscutere con l’Ulss stessa la questione dell’assistenza domiciliare oncologica per rimetterla in carreggiata, magari nei termini che all’epoca erano stati condivisi dalle parti e poi cassati.
Tutto ciò potrà essere sostenibile, si assicura nel documento di programmazione, «proseguendo nella politica e della salvaguardia dei posti di lavoro, a partire dai dipendenti in servizio, sino al ricorso a forme di gestione con la presenza di servizi gestiti dalla cooperazione, secondo le migliori condizioni da attuarsi in relazione all’equilibrio contabile e nella garanzia di rispondenti servizi».