Gazzettino 16 dicembre

Un fiume umano per l’ultimo concorsone bandito dall’Ulss 16: duemilacinquecento iscritti per un solo posto da operatore socio-sanitario, categoria B, stipendio da 1.100 euro mensili. Ieri alla Kioene Arena si sono presentati in millecinquecento (molti hanno gettato la spugna prima ancora di tentare, data la folla di aspiranti), provenienti da tutto il Veneto, soprattutto dalle province di Padova, Rovigo e Venezia.
La stragrande maggioranza, a differenza delle altre volte, erano uomini e donne di mezza età: disoccupati, part-time, a tempo determinato, scontenti del loro attuale lavoro, alla ricerca del mitico «posto fisso». Il tentativo di rivincita di padri e madri di famiglia rimasti scottati dalla crisi, nonostante la cultura medio-alta. In tasca diplomi e lauree. Dottori in Scienze politiche o della formazione, Lettere moderne, Matematica, Filosofia, Storia dell’arte, Psicologia, immensamente oltre i requisiti minimi richiesti, cioè diploma di istruzione secondaria di primo grado, assolvimento dell’obbligo scolastico o decreto di equipollenza del titolo conseguito all’estero più attestato di qualifica di operatore socio-sanitario ottenuto a seguito del superamento del corso annuale di formazione regionale.
Incoronati dall’alloro, forti di laurea magistrale disposti dunque a diventare “oss”, praticamente “aiuto-infermieri” (e per fare gli infermieri è sufficiente la laurea triennale), quelle figure che soddisfano i bisogni primari della persona, favorendo il benessere e l’autonomia dell’utente in un contesto sia sociale che sanitario. L'”oss” si occupa sostanzialmente di assistenza diretta e aiuto domestico alberghiero: cura il paziente, in particolare non autosufficiente o allettato, nelle attività quotidiane di igiene personale, fa i letti, realizza semplici interventi di supporto diagnostico e terapeutico, collabora ad attività finalizzate al mantenimento delle capacità psicofisiche residue, alla rieducazione, alla riattivazione e al recupero funzionale, si occupa insomma della pulizia e l’igiene ambientale.
A superare la preselezione (presidente della commissione, l’angiologo Fabio Verlato, coordinatore dei distetti dell’Ulss 16) saranno in 250, ammessi poi ai test successivi, scritto e orale, dai quali scaturità un solo vincitore finale. Gli altri verranno immessi in graduatoria alla quale le aziende sanitarie del territorio potranno attingere.
«C’è tanta aspettativa da questo concorso, l’ultimo si è tenuto nel 2007. Del resto c’è bisogno di un grande rinnovamento del personale, nonostante il turn-over bassissimo e il blocco dei pensionamenti: il lavoro dell’oss – commenta Fabio Turato della Cisl Funzione pubblica, che ieri ha pubblicizzato davanti alla Kioene Arena il corso preparatorio promosso dal sindacato – è ancora prevalentemente manuale e quindi molto pesante, grava soprattutto sulla schiena causando limitazioni muscolo-scheletriche. Il trenta per cento dell’attuale personale ne soffre, operatori che hanno mediamente cinquant’anni anni d’età. Molti dei partecipanti al concorso lavorano già nel settore, in case di riposo o soprattutto in cooperative, ma come precari».