Tribuna 6 gennaio

Aumentano le rette della scuole materne paritarie in città. La «Cristo Re» di Selvana lo farà a settembre, con il nuovo anno scolastico. Già per la gravissima crisi finanziaria – avanza 38 mila e passa euro – non ha potuto pagare le tredicesime al personale: ha fornitori che attendono e lavori sull’edificio da pagare. Altre, nel territorio comunale, sono pronte a seguire, altre ancora metteranno in preallarme le famiglie negli opuscoli ora in distribuzione. La ragione? E’ la Regione, e scusate il gioco di parole. Almeno a sentire genitori, direttori della scuole e Federazione Italiana scuole Materne, che hanno le idee molto chiare. «Mancano i soldi del 2015, che corrispondono a circa 25 euro al mese per ogni bambino e a circa 80 euro al mese per i bimbi del nido», denunciano nelle lettere inviate negli ultimi giorni del 2015, «C’è un irresponsabile comportamento delle Regione Veneto, che semplicemente viene meno ai suoi impegni nei confronti della nostre scuole». La partita riguarda 25,8 milioni di contributi statali alle materne paritarie, trasferiti alla Regione Veneto dal Ministero. Sono relativi ancora agli anni 2013 e 2014, promessi dalla Regione, a fine 2014 per marzo 2015, non sono ancora stati girati. E forse, a febbraio, ne arriverà meno della metà. L’accusa è pesante, ma anche circostanziata. All’appello delle paritarie cattoliche mancano poi tutti i contributi di 2014 e 2015. Per gli asili, non c’è ancora la delibera di assegnazione dei contributi. E si temono tagli – si dice addirittura del 30 per cento – per il 2016. «Inutile che la Regione, magari fra qualche settimana,ci giri i soldi arretrati dicendo che salva le nostre scuole», sbotta Anna Cavinato, direttrice della materna Cristo Re, «la verità è che quei soldi ci spettavano da mesi, perché lo Stato li ha girati alle Regioni. La riprova è che nelle altre regioni quei soldi le scuole come le nostre li hanno avuti. Perché da noi no? Il vicepresidente della Regione, Forcolin, rispondendo all’onorevole Rubinato quest’estate, il 7 agosto, li aveva promessi. Beh, siamo nel 2016 e ancora non abbiamo visto un centesimo di euro: da allora sono passati 5 mesi. Abbiamo capito benissimo che la giunta Zaia ha problemi di cassa e di liquidità, ma perché si trattiene i nostri soldi, cui abbiamo diritto da mesi? Dovremmo chiedere gli interessi alla Regione, come le banche fanno a noi …» Anche i genitori si stanno mobilitando, in diverse scuole. La Fism si è attivata in tutte le sedi, ma certo il nodo principale resta Venezia, dove i soldi girati dallo Stato si sono letteralmente «incagliati». La situazione finanziaria di molte scuole è al collasso: c’è chi, a mutui già accesi, ha aggiunto altri per lavori di manutenzione. E aleggiano altre incognite: sui contributi da parte dei comuni, a cominciare dal capoluogo. Don Carlo Velludo, da Santa Maria del Sile, sottolinea come ci sia «ritardo della Regione anche con l’erogazione del contributo 2015 per la scuola dell’infanzia», e anticipa: «Per il 2016 i contributi regionali scenderanno da 21 milioni a 15,5 milioni sia per il nido che per la scuola dell’infanzia». Il futuro non è affatto roseo. E in tante scuole temono di dover pagare interessi più alti sui mutui accesi.