Tribuna 31 dicembre

“Prima i veneti, ultimi i trevigiani», tuona Ivan Bernini, della Fp-Cgil. «Sconcentante e incompensibile che Vicenza, affine a Treviso, abbia due Usl e la provincia di Treviso solo una», commenta Franco Lorenzon, segretario della Cisl. A Cgil e Cisl la maxi Usl unificata della Marca non va giù. E lo dicono chiaro. «Decisione frettolosa, non rispettosa del territorio e che non considera l’appello dei sindaci trevigiani», aggiunge Bernini, «Zaia penalizza la sua terra: che la tanto sbandierata “nuova riforma epocale” targata Zaia fosse un pasticcio lo avevano capito tutti. Riformatore? Il governatore è un avventuriero, e l’avventura costa cara prima di tutto ai trevigiani. Mentre resta nel cassetto il piano socio sanitario regionale. Zaia sbandiera le 100 medicine di gruppo, aperte 24 ore su 24. Peccato si debba tutti correre al Pronto Soccorso, perché quelle 100 medicine non ci sono. Treviso, che vede sempre meno trasferimenti da parte delle Regione, scopre ora di essere inferiore a Vicenza e Venezia, ma uguale a Rovigo e Belluno…». Anche a Lorenzon l’Usl unica non piace: «Usl 7 e Usl 8 avevano dimostrato di essere efficienti, con i conti in ordine e con ottimi rapporti con il territori, dai sindaci agli utenti, dalle associazioni ai sindacati. Due Usl per Vicenza e Venezia? Francamente, ci sono due pesi e due misure, per ragioni politiche che non conosciamo. Due Usl di Marca erano auspicabili e compatibili, 400-550 mila abitanti sono l’ambito ottimale». Su Benazzi plaude la Cisl: «Ha già lavorato a Treviso, è persona preparata e capace, siamo soddisfatti, per poter interloquire in termini postivi per la gestione di sanità e sociale nel nostro territori» . «Buon lavoro» gli augura la Cgil: « Ha un compito gravoso, sappia che in noi troverà sempre un interlocutore disponibile ad affrontare le questione nel merito per migliorare la salute della popolazione».

«No comment». Floriano Zambon, sindaco di Conegliano, esordisce così. «Certo mi compiaccio per la scelta di Benazzi, ottima persona». Con tanti altri sindaci, specie della Sinistra Piave, si era battuto, anche in sede di osservazione alla riforma Zaia (ora arenata), perché nella Marca si passasse da 3 a 2 aziende, possibilmente Destra e Sinistra Piave. Non solo la proposta non è passata. Le province di Venezia e Vicenza hanno mantenuto due Usl: «La legge non è uguale per tutti», aggiunge il primo cittadino di Conegliano, «se penso che le tre Usl trevigiane hanno da anni le migliori performance in bilanci e gestione, mi verrebbe da dire il danno e la beffa… no, meglio che non parli oltre». Il malessere, in Sinistra Piave, è forte. «Incredibile, Zaia frega il suo feudo», sbotta un sindaco che chiede di restare anonimo, anche perché vicino alla coalizione che governa in Regione, «Bassano e San Donà valgono più di Conegliano e Vittorio Veneto». Un altro amministratore va giù duro: «I conti sono presto fatti, tra aziende territoriali, ospedaliere e speciali: Padova ne ha 3, Verona, Vicenza e Venezia 2, ad averne una sono Treviso, Rovigo e Belluno. E la Marca ha un milione di abitanti». Paolo Speranzon, presidente della conferenza dei sindaci dell’Usl 9, e in questa fase del coordinamento delle tre conferenze trevigiane (anticipatrici dell’unificazione?) non contesta la scelta forte: «Il processo è stato avviato, ora vanno definite, in commissione regionale, le modalità e il percorso», spiega, «per l’obiettivo di tutela dei Lea, i Livelli essenziali di assistenza. La conferma dei tre direttori nelle due Usl assorbite fa capire che ci sarà una gradualità, ora spetta ai consiglieri regionali e a noi sindaci, in un tavolo aperto, lavorare a fondo per mettere a punto i passaggi di questa operazione. Benazzi? Ancora una volta la scuola di Treviso si conferma la migliore, ci sono 4 direttori generali, ed è trevigiano anche Bramezza…». Dal capoluogo, è il sindaco Giovanni Manildo (Pd), neo consigliere nell’esecutivo dei sindaci dell’Usl 9, ad accogliere idealmente Francesco Benazzi: «Ha lavorato molto bene, ha ottime referenze, non posso che auguragli buon lavoro, perché lo attendono sfide importanti», dice, «Non parlo solo del nuovo ospedale di Treviso, ma anche alla dimensione sanitaria e ai servizi sociali, aspetti che vogliamo tenere ben presenti. E voglio anche ringraziare Roberti per il lavoro fatto in questi tre anni». Il suo consigliere delegato alla sanità, Nicolò Rocco (Pd), sottolinea «gli ottimi risultati di Benazzi alla guida dell’Usl 15», la «grande conoscenza della realtà di Treviso», e si dice «fiducioso su un ottimo lavoro nei prossimi anni, nell’interesse dei cittadini delle Marca». Dalla Destra Piave, ecco Annalisa Rampin, sindaco di Crespano (guida una amministrazione di centrodestra) e presidente della conferenza dei sindaci Usl 8: «Massimo rispetto per la scelta di Benazzi, persona competente, ringrazio Simoni perché ha lavorato bene all’Usl 8, ma attendo di capire bene come procederà l’unificazione delle Usl», dichiara, «Certo avevamo chiesto anche noi due Usl nella Marca, non fa piacere vedere che province vicine come Vicenza la hanno ottenute. Eppure la Marca è un territorio affine. Importante sarà la gestione, ma soprattutto il confronto pieno con il territorio, non vorremmo diventare la periferia