Arena 16 dicembre

Villa Bozzi si allarga, in servizi e in struttura, per farsi in tre. Sabato alle 10, nella villetta di via Generale Cantore, a Villafranca, sarà posata la prima pietra dei lavori di ampliamento della casa che da oltre trent’anni ospita il laboratorio di ceramica per le persone disabili della fondazione Historie. La palazzina, fino al 2013 di proprietà comunale, è stata acquistata dalla fondazione per circa 436mila euro. Ora sarà allargata per riorganizzare gli spazi del laboratorio e della bottega artigianale, ricavando anche nuove stanze sul retro per due mini appartamenti.
Di tutto questo si parlerà sabato mattina, illustrando i tre progetti in cantiere, dal nome anglosassone: Charity Flat prevede la costruzione di due alloggi per far sperimentare, fino a un massimo di cinque persone disabili, la vita in autonomia insegnando loro a gestire la casa uscendo al mercato per fare la spesa e, in futuro, magari spiccare davvero il volo vivendo in autonomia dalla famiglia; Charity Shop consiste nell’allargare gli spazi dell’attuale bottega artigianale, che sarà aperta di venerdì dalle 9 alle 18, e dove la fondazione venderà i prodotti fatti a mano dai disabili dei suoi centri (ceramiche, tessili o zafferano e amaranto), ma anche quelli di artigiani locali. Così i disabili impareranno anche il mestiere di commessi; Charity Lab punta ad allargare l’attuale e storico laboratorio di ceramica.
Tutto questo a villa Bozzi, il «Charity Place, ovvero lo spazio della carità intesa come fare qualcosa per l’altro consentendogli di fare qualcosa», spiega Nicola Novaglia, responsabile dei progetti.
Per portare avanti il pacchetto di iniziative occorreranno seicentomila euro che la fondazione coprirà con fondi propri, mutui e finanziamenti di istituti bancari e privati. Resta scoperta una somma di centomila euro per coprire la quale Historie si appella alla cittadinanza. Chiunque voglia contribuire a uno dei tre progetti può farlo acquistando delle quote per acquistare strumenti o restaurare l’immobile: 2.000 euro per comprare il forno o la cucina, 1.000 euro per un metro quadrato di ristrutturazione, 500 euro o 300 per stanze o elettrodomestici, fino a 10 o 50 euro per comprare arnesi per la casa. Ciascuno può dare ciò che può.
«Sabato sarà posata la prima pietra laddove tutto è partito», spiega il vicesindaco Nicola Terilli, delegato al sociale. «La fondazione è stata pioniera nel settore facendo capire alla comunità che si può lavorare in modo diverso coi disabili sviluppando le loro competenze. Ora lavora anche su progetti per persone a lieve disabilità con laboratori per chi non è nato disabile, ma è stato, ad esempio, vittima di incidente stradale e non frequenta i centri diurni. Historie tira fuori di casa e dalla malinconia queste persone, suggerendo loro un’attività da svolgere. Lo scorso anno la fondazione si è aggiudicata l’acquisto di villa Bozzi, coprendo la spesa con iniziative intelligenti di raccolta fondi che ripropone ora per il sostegno di questi nuovi progetti. È l’occasione per la popolazione: se vuole fare un regalo concreto dia un contributo economico».
«Con i nuovi progetti», spiega Ettore Cremasco di Historie, «cerchiamo di adeguarci alle richieste del territorio, ma servono altri spazi. L’esperienza innovativa e riabilitativa della vita indipendente ha un valore sociale: la fondazione lavora non per tenere a sé le persone, ma per consentire loro di affrontare il mondo in autonomia».