Gazzettino 11 ottobre

Per la “nuova” Casa di riposo è pronta la bozza di statuto della fondazione. L’iter di trasformazione dell’ente va avanti, nonostante tutto. Le polemiche e le proteste di piazza non sembrano aver stoppato la ferma volontà del vertice di far nascere una nuova Casa del sorriso già a partire dall’inizio del 2016. La bozza del nuovo testo istitutivo dovrebbe essere domani al vaglio del consiglio di amministrazione di via San Nicolò.
«La tempistica è segnata – afferma il sindaco Gastone Fantato – la domanda di depubblicizzazione è stata consegnata in Regione e la bozza di statuto sarà al vaglio pure dell’amministrazione comunale che potrà valutarla. Si tratta tuttavia di un passaggio diverso rispetto a quello del parere fornito in consiglio comunale. Il Comune si limiterà a controllare che tutto sia fatto a tutela del futuro della struttura. Dalla Regione confidiamo in un ok che permetta la trasformazione in fondazione al più presto, così da partire dal primo gennaio con le nuove condizioni».
Fantato rilancia così un’operazione che potrebbe mettere «al sicuro» la Casa, ma in Municipio c’è chi sottolinea l’eccessiva «esposizione» data a Badia su questa vicenda. Altre strutture assistenziali in Polesine avrebbero già sondato il terreno per arrivare, presto o tardi, alla fondazione e una di queste strutture sarebbe la vicina casa di riposo di Stienta.
Il fronte, però, resta caldo. Dalle parti del sindacato e del personale ci farebbe strada l’ipotesi di portare la protesta in Regione, contattando l’assessore regionale ai Servizi sociali. Con l’azione dei lavoratori, che temono ripercussioni in busta paga, procede in parallelo l’attività dei comitati che spingono per un rallentamento in attesa della riforma regionale, puntando alla trasformazione in Apsp, l’azienda di pubblici servizi. Una proposta ritenuta poco vantaggiosa dall’ente.
La Casa del sorriso, tra l’altro, sarebbe stata specificamente citata nel corso dell’audizione avuta dagli esponenti dei comitati durante la loro missione a Venezia.