Corriere del Veneto 12 gennaio

A Palazzo Balbi li hanno ribattezzati «i nuovi Zaia boys», riportando in auge il vecchio soprannome che accompagnava tutti gli uomini del presidente, quando il presidente stava in Provincia (a Treviso) e non in Regione. Sono i fedelissimi, gli uomini più fidati di un governatore che per carattere è portato a fidarsi di pochissime persone, e in quanto tali sono stati premiati con un aumento di stipendio rimasto finora segreto: 17 mila 500 euro in più all’anno per il segretario della Programmazione Luca Felletti (totale 189 mila euro), 14 mila euro ciascuno per il segretario della Giunta Mario Caramel ed il segretario della Sanità Domenico Mantoan (totale 166 mila euro, si ragiona sempre al lordo). Un ritocco che, com’era prevedibile, ha scatenato un putiferio tra i dipendenti della Regione e che ora rischia di finire pure sul tavolo del procuratore della Corte dei conti, Carmine Scarano. La Direv, il sindacato dei dirigenti, ritiene infatti l’aumento ingiustificato, illegittimo e potenzialmente foriero di un danno erariale e col segretario Vittorio Panciera avverte: «Approfondiremo le delibere, poi scatterà l’esposto».
Già, le delibere. Pur pubblicate sul Bollettino ufficiale della Regione, come di prassi, le delibere d’incarico di Felletti, Caramel e Mantoan (per gli utimi due si è trattato in realtà di un re-incarico, essendo uscenti, mentre Felletti ha sostituito nel ruolo Tiziano Baggio, fu Zaia boy dai tempi della Provincia ed ora a capo di una società di consulenza) non evidenziavano l’aumento ed anzi, nel caso di Caramel e Mantoan neppure il l’importo lordo, facendo solo riferimento ad un decreto del 2010. Spiegano da Palazzo Balbi che il governatore ha soltanto deciso di ricomprendere nella parte fissa (aumentata) dello stipendio la parte variabile, e cioè il premio di produttività, che in virtù della riforma Brunetta dovrebbe costituire «almeno il 30% della retribuzione complessiva». «Una scelta azzardata a tal punto da sembrarmi incredibile – dice Panciera – perché la parte variabile, dipendendo da una valutazione sui risultati conseguiti che in quanto tali possono variare di anno in anno, oltre che da persona a persona, non può essere assolutamente inglobata nella parte fissa. Ma questo, a ben vedere, è solo l’ultimo episodio di una gestione discutibile degli stipendi dei manager – prosegue Panciera -. Prendiamo il caso dei direttori generali delle Usl: per quale motivo viene loro arbitrariamente negato il premio , a prescindere, senza alcuna valutazione nel merito dei risultati? Eppure è prevista dai contratti». Il motivo sempre addotto da Zaia è la spending review , che però evidentemente non vale per tutti, fanno notare al Balbi. «Felletti e Caramel sono stati presi sul mercato e vanno pagati a prezzo di mercato, anche alla luce del fatto che hanno contratti a termine, a differenza dei dirigenti interni che protestano – spiegano dal Balbi – quanto a Mantoan, gestisce un bilancio da 8,4 miliardi, la retribuzione è adeguata alla responsabilità». E sullo sfondo c’è sempre la riorganizzazione della macchina, con Kpmg che ha concluso la fase ricognitiva e l’imminente bando per la fase esecutiva. A cui, pare si accompagneranno tagli, alle posizioni ma anche alle buste paga.