Gazzettino 21 gennaio

 

L’Usl 1 batte cassa: rette delle case di riposo e interventi di elisoccorso alle stelle, i cittadini non pagatori lasciano un debito da 131.434,99 euro. A tanto ammontano i crediti non riscossi dal 2005 ad oggi dell’azienda sanitaria, per lo più riportabili a degenze in casa di riposo e in centri diurni per disabili, a interventi di elisoccorso e di soccorso alpino, a servizi di assistenza domiciliare e di telesoccorso. Somme che variano da qualche centinaio di euro a svariate migliaia, fino a oltre 34mila per il più sfortunato. Un tesoretto da oltre centomila euro che, oggi, l’azienda intende riportare in cassa. Per farlo si è da tempo messa nelle mani di un’azienda di riscossione e, da qualche giorno, ha affidato l’incarico di recupero anche ad un avvocato, Sebastiano de Feudis di Trani. La speranza è quella di portare a casa il più possibile, consapevoli che ottenere tutto il malloppo sarà molto difficile. «Ricorriamo all’avvocato quando le normali pratiche di sollecito non sono andate a buon fine – spiega Francesco Favretti, direttore amministrativo dell’Usl 1 – e questo solo quando si tratta di importi significativi che, di solito, si hanno per servizi come il soccorso con elicottero o le degenze degli anziani». Quando il debitore si rifiuta di pagare e fa spallucce ai solleciti, insomma, si passa alle maniere forti. Se l’identità della persona è rintracciabile allora si procede con decreti ingiuntivi, viene aperta una causa e affidata ad un avvocato. Sono previsti la messa in mora e il pignoramento. «Il primo sollecito compete a noi – prosegue Favretti -, i successivi all’azienda a cui affidiamo l’incarico poiché mancano risorse umane per garantire l’attività internamente». Qualcuno sfuggirà alla morsa dei pagamenti, questo è certo; perché nulla tenente o perché non rintracciabile per esempio. «Si tiene tuttavia conto di non riuscire a riscuotere tutto – prosegue l’avvocato de Feudis a cui è stato affidato il compito in seguito ad una gara al ribasso – I soggetti coinvolti sono una quindicina in tutto. A stabilire questa procedura è la legge stessa che obbliga gli enti pubblici al recupero delle somme».

Il maggior debitore ha accumulato con l’Usl 1 un conto da 34.667 euro, il minore “appena” 257 euro. Nel mezzo utenti delle case di riposo e di residenze sanitarie assistite con conti variabili, ma anche persone recuperate grazie al soccorso alpino e all’elicottero. La somma più alta si riferisce ad un periodo di degenza in una struttura sanitaria, poco più sotto ci sono gli oltre 27mila euro della retta per la frequenza del centro diurno e di una comunità alloggio per disabili, anch’essi mai pagati. Seguono, in ordine decrescente, due conti da oltre 15mila sempre per ricoveri in strutture e 5.380 euro per un intervento di elisoccorso. La lista dei servizi mai pagati dai cittadini all’Usl 1 è lunga e conta, dal 2005 ad oggi, oltre una ventina di voci. «Si tratta degli importi più importanti – spiega Favretti – di fronte a costi di poche decine di euro non si procede con il decreto ingiuntivo».