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Domenica infernale alla casa di riposo Morelli Bugna di Villafranca. Ieri mattina gli anziani si sono svegliati dopo una nottata tormentata per il caldo: le centraline del condizionamento dell’aria erano fuori uso.
Un dramma: tra gli anziani sofferenti qualcuno ha avuto un malore. Le stanze singole all’ultimo piano erano invivibili. Nel frattempo sono arrivati i familiari per la visita domenicale, che riscontrando il caldo soffocante hanno iniziato a lamentarsi. Qualcuno ha alzato i toni più di altri contestando all’ente che ogni anno, nei picchi di caldo, l’impianto va in tilt.
Il presidente della casa, Davide Tumicelli, accorso a metà mattina e seguito a ruota da tutti i consiglieri del Cda entrato in carica da pochi mesi, ha contattato il sindaco Mario Faccioli. Si è aggiunto il vicesindaco Nicola Terilli. Dopo un controllo, si è rilevato che delle quattro macchine per il condizionamento tre erano del tutto rotte. L’unica funzionante era quella sostituita di recente al primo piano. Il sindaco ha allora cercato il Terzo stormo dell’aeronautica di Villafranca che si occupa di allestire campi per i civili in luoghi di guerra. I militari hanno montato un grande condizionatore da campo, utilizzato in Afghanistan, nella sala da pranzo. Alcuni ospiti a turno sono stati portati fuori, sul terrazzo, per prendere una boccata d’aria. Alcuni piangevano, altri erano confusi e non volevano cambiare stanza. In serata, infatti, gli anziani sono stati spostati nella sala da pranzo per la notte e altri sono stati trasferiti nell’unico piano con l’aria fresca: le stanze da quattro hanno accolto sei o sette persone. Per questo è stata chiesta una deroga al direttore generale dell’Ulss22 Alessandro Dall’Ora, arrivata in giornata. Corridoi e refettori sono stati isolati con lenzuola appese con lo scotch, per evitare la dispersione del fresco negli ambienti inutilizzati. Al primo piano si è cenato in corridoio.
Il lavoro dei due condizionatori attivi è stato integrato da 15 piccoli portatili. Per la nottata, inoltre, Tumicelli ha chiesto a un infermiere e due operatori di entrare in servizio in via straordinaria. Anche i familiari, superata l’arrabbiatura, hanno contribuito a tamponare la situazione. «Erano furibondi e li comprendiamo», spiega Tumicelli. «I motori sono degli anni Novanta e non sono mai stati sostituiti». Un nuovo impianto è stato preso a noleggio e sarà installato sul tetto stamattina. Altri due sono stati ordinati a noleggio per tre mesi: è imminente un intervento di ristrutturazione della casa e non si ritiene opportuno acquistarli per ora.