Gente Veneta

Un’altra fattoria sociale che si avvia, in un certo senso, a diventare birreria, in quel di Zelarino. Ma stavolta non ci sono indagini della magistratura, né scandali in vista. Perché la fattoria sociale “Casa di Anna” non prende neanche un soldo di contributi pubblici.
Ma spieghiamo dall’inizio. Anna Pellegrini, 40 anni, è una donna che deve fare i conti con una pesante forma di disabilità, costretta sulla sedia a rotelle. Riesce a comunicare attraverso un computer e un “facilitatore”, che la aiuta a digitare le lettere. Anna ha bisogno di terapie, di attività, di amicizie, ma ha bisogno anche di vita, di sole, di natura.
E’ pensando a lei, e a tutti quelli che come lei hanno necessità analoghe, che il papà di Anna, Piero Pellegrini, imprenditore veneziano, presidente e Ceo di Gp Dati Hotel Service, ha messo a fuoco insieme alla cooperativa mestrina Intervento la soluzione ideale: la “Casa di Anna”. Che domenica 14 giugno, dalle ore 15.30, verrà presentata alla città attraverso una festa dal titolo “Piantiamo noi gli alberi”.

Avete presente una casa per disabili, un istituto di assistenza o un centro occupazionale diurno? Beh, dimenticateli. Perché il valore aggiunto di Casa di Anna è che si tratta di una struttura adatta, utile, attraente per tutti: per le famiglie che vogliono trascorrere una giornata all’aria aperta, per i giovani che in cambio di vitto e alloggio sono disposti a fare qualche lavoretto in campagna, per chi cerca un bel bed and breakfast, per chi vuole andare a cavallo. E naturalmente per i diversamente abili, per chi ha disturbi comportamentali, relazionali, difficoltà di apprendimento: per chi ruota, insomma, attorno alle attività della Cooperativa Intervento, con sede in via Felisati 86 a Mestre.
Casa di Anna sarà infatti una fattoria sociale, didattica e solidale, con i suoi 12 ettari di campagna attorno a un rustico di fine Settecento; ma anche un centro educativo-abilitativo, un luogo di lavoro e di inserimento lavorativo, oltre che luogo di ritrovo per il tempo libero e lo sport, con annesso maneggio.

E se dire “fattoria sociale”, in queste settimane, fa pensare allo scandalo di Ca’ della Robinia, a Nervesa – un progetto sociale che, dopo aver preso fondi dalla Regione, si è trasformato in una più commerciale birreria – in questo caso va semmai sottolineato l’esatto contrario: i tre milioni circa di investimento li mette quasi tutti un privato, con l’aiuto di qualche amico, sponsor e un’azione di fund raising ancora in corso. Gli enti pubblici, finora, hanno chiuso ai promotori le porte in faccia. E loro, semmai, sono ancora più motivati a far vedere cosa si può fare con le proprie forze, da sopraffini imprenditori del sociale.
Casa di Anna ha anche l’ambizione di stare in piedi con le proprie gambe: oltre alle convenzioni che si potranno stipulare per i servizi offerti, sono state immaginate iniziative che possano portare risorse da reinvestire nelle finalità sociali. Ecco allora l’attività agricola, con orti e serre, mirata alla vendita dei prodotti; quella del turismo e del tempo libero; e il settore equestre, con scuola di equitazione e pensione per cavalli. E si punterà anche a raddoppiare l’attuale utenza della cooperativa, portando i fruitori delle attività da 60 a 120. E poi c’è, appunto, la birra… «Nel nostro progetto – spiega Piero Pellegrini – c’è anche l’idea di produrre l’orzo in tre ettari di terreno; e di coltivare il luppolo nelle serre, con cui fare la birra». Senza contributi pubblici, naturalmente.

Non appena ci saranno tutti i permessi – il Comune di Venezia ha rallentato le procedure, non inviando subito le carte alla Regione – potranno partire i lavori di ristrutturazione del rustico: si prevede ormai per settembre. Il cantiere dovrebbe durare, poi, sei-sette mesi.
Intanto, si comincia con l’utilizzo dei terreni e delle serre. Molti alberi sono già stati messi a dimora, altri verranno piantati domenica. Su 5 ettari di terreno è già stata falciata l’erba per ottenere foraggio per gli animali; altri 3,5 ettari sono stati seminati a soia; ad agosto sarà la volta del radicchio…
Ma tutto questo si potrà vedere con i propri occhi domenica. L’accesso, in auto, è da via Guido Guinizzelli, ad Asseggiano (bus n. 10). Chi vuole può contribuire alla costruzione attraverso il progetto “Dona un albero o una serra”: informazioni su www.casadianna.net.