Voce dei Berici

Una malattia con un forte impatto sociale, sia per l’elevato numero di persone ammalate che per i riflessi emotivi ed economici. È l’Alzheimer, decadimento cognitivo che colpisce in particolare gli anziani e che si sta diffondendo sempre più.

A San Vito di Leguzzano è stato inaugurato in questi giorni il nuovo servizio Alzheimer Caffè Alto Vicentino, una partnership tra Comune, Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 4 e associazione Rindola di Vicenza. Un fiore all’occhiello dell’assistenza sociale vicentina, dal momento che in tutta Italia ne esistono solo 14. È uno spazio messo a disposizione dal Comune dove i malati e i loro familiari possono avere incontri periodici e beneficiare di servizi di sostegno. Il bisogno sociale, che si vuole coprire non è dunque solo quello del malato, ma anche – qui la novità – dei familiari che si trovano ad affrontare difficoltà pratiche e problemi psicologici dovuti al progressivo decadimento fisico e cognitivo dei congiunti. I dati sono significativi: da un report della Regione nell’Alto Vicentino il 19% degli ultrasessantacinquenni è interessato dal problema e sotto i 65 anni il 5%. Le demenze colpiscono al ritmo di 250 nuovi casi ogni anno. Più in generale, il 30% degli ultrasettantacinquenni non è autosufficiente.

«Dati allarmanti – commenta Arianna Ferrari, psicologa di Rindola, che assieme alla collega Federica Cozzi gestisce il servizio. A San Vito siamo a disposizione due giorni a settimana per tre ore per la riabilitazione e un giorno a settimana per il sostegno ai familiari. Inoltre funziona gratuitamente anche uno sportello di orientamento che fornisce le prime informazioni a chi non sa ancora come muoversi».

Il servizio, nato grazie ad un bando della Fondazione Unicredit, trova spazio a San Vito per l’interessamento della famiglia di un malato di Schio che, dovendo portare il padre alla Rindola per le cure, sottolineava la necessità di creare un punto di riferimento nell’area. Dopo aver sollecitato vari Comuni dello scledense, aveva trovato disponibilità nell’amministrazione sanvitese. «Il servizio lo abbiamo fortemente voluto per dare risposta ai cittadini che dovevano recarsi a Vicenza – dice l’assessore con delega alla sanità Loredana Calgaro -. I primi dati di affluenza sono molto buoni, segno che il bisogno era sentito dalla popolazione. Abbiamo dato due stanze del Municipio, arredate con i fondi del bando e perfettamente a norma per ogni esigenza » .

«Dopo un’esperienza diretta in famiglia – racconta don Egido Ruaro, parroco di San Vito – so bene che l’Alzheimer è una realtà pesante per i familiari. Iniziative come questa alleggeriscono il carico, che è quasi interamente sulle spalle della famiglia, e aiutano a fortificare la solidarietà, l’attenzione e la consapevolezza verso i meno fortunati».

Per informazioni si può contattare Rindola allo 0444.023924. A Vicenza intanto il Coordinamento del Polo Alzheimer propone da quattro anni in settembre il mese di sensibilizzazione sull’Alzheimer con eventi culturali, film, riflessioni e dibattiti. Il 21 settembre prossimo sarà la ventiduesima Giornata Mondiale dell’Alzheimer e il Centro di riabilitazione neuropsicologica Rindola di Monte Crocetta, parte del Progetto Alzheimer attivo dal 2006 nell’Ulss 6, organizzerà alcuni eventi a tema.