Giornale di Vicenza

Prime prove di disgelo. Dopo le bordate, le accuse, i veleni, i messaggi spediti da tavoli separati, da Venezia, Padova, Vicenza, ecco i primi, timidi, segni di riavvicinamento. Il ghiaccio è rotto. Medici di medicina generale e infermieri riaprono il dialogo. E lo fanno in città. In un vis-à-vis, sia pure irrituale, nella sede dell´ Ipasvi di viale Trieste, fra il segretario provinciale della Fimmg, sindacato maggioritario dei medici di base del Veneto (gli iscritti sono il 70 per cento della categoria), Silvio Regis, e il coordinatore regionale dei Collegi degli infermieri Luigino Schiavon. Sul tappeto, senza veli e ipocrisie, le ragioni di una querelle per certi versi senza precedenti, esplosa dopo il contratto d´esercizio firmato fra Regione e Fimmg, dividendo camici bianchi e infermieri, che, invece, il Piano regionale socio-sanitario chiamerebbe a stringere patti di collaborazione soprattutto nell´ottica della nuova e ancora futuribile organizzazione imperniata sulle medicine di gruppo integrate con ambulatori aperti 12 ore al giorno, dalle 8 alle 20, da lunedì a venerdì. Agli infermieri non è andato giù che i medici di famiglia abbiano strappato alla Regione un accordo che Schiavon non ha esitato, più volte, a definire anomalo e a denunciare come manovra pre-elettoralistica e forzatura corporativa. «Sporchiamoci le mani é il suo grido di battaglia – per contrastare lobby che si portano a casa 100 milioni in 4 anni. Ogni medico di base avrà 14 mila euro all´anno in più, mentre per gli altri i rubinetti sono chiusi, il sistema si dibatte fra problemi e non risposte, si tagliano servizi, il numero degli infermieri è esiguo rispetto alle esigenze, le assunzioni si fanno con il contagocce, e non si potenziano i loro compiti». Un´offerta di pace i medici l´avevano già avanzata nei giorni scorsi: «Per la prima volta siamo riusciti a mettere in piedi qualcosa e voi ci attaccate? – dice Regis -. Dobbiamo remare tutti dalla stessa parte. Noi non ci siamo mai interessati del vostro contratto. Perché voi interferite sul nostro? Facciamo fronte compatto. Rimbocchiamoci le maniche. In questo progetto i medici si sono battuti per farvi avere un ruolo decisivo. L´assistenza sul territorio può essere raggiunta solo con gli infermieri». E poi, un´altra ripartenza: «Avete sbagliato la lettura della delibera regionale. Per i medici non comporta alcuna retribuzione aggiuntiva. I soldi serviranno solo ad assumere infermieri e collaboratori di studio. Sono la garanzia per avere personale. Se queste risorse le avessero date alle Ulss si sarebbero perse nel gran calderone dei bilanci aziendali. Se ci trasformassimo in dipendenti pubblici costeremmo troppo. Invece costiamo il 30 per cento in meno della media europea.» Per Schiavon, intanto, è paradossale e fuori logica il rapporto di 1 infermiere ospedaliero su 3600 assistiti, di 1 infermiere sul territorio ogni 20 mila abitanti, e di 1 amministrativo su 2400: «Gli standard vanno rinegoziati. E quei soldi non bastano per assumere il personale necessario. La medicina di gruppo è un servizio essenziale, ma non è scritto da nessuna parte quale sarà il ruolo dell´infermiere».

Luigino Schiavon è stato chiaro: «I Collegi Ipasvi chiedono alla Fimmg di parlare di prospettive. Noi facciamo un discorso di sistema non di contratti. Vogliamo ragionare di modelli. Non ci interessa isolarci o autocertificare la nostra esistenza. Ci deve essere una discussione franca, scorporata da interessi di parte. Se si procede da soli, da lobby si danno solo risposte parcellizzate. Se si va avanti insieme condividendo il percorso condizioneremo il legislatore». Silvio Regis si è dimostrato possibilista su tutta la linea: «L´accordo è arrivato dopo il forte scontro che abbiamo avuto con la Regione, come risposta alla nostra richiesta di normare la figura del medico sul modello delle medicine di gruppo dell´Ulss 4, fiore all´occhiello del Ssn. Non siamo portatori di interessi di altri. Gli spazi per andare d´accordo ci sono. Per noi è importante ragionare insieme. L´accordo prevede una loro massiccia presenza al nostro fianco. A noi interessa migliorare la qualità dell´assistenza»