Previdenza complementare – Comunicato Acop Aris Fism Uneba
Al Ministero del Lavoro il progetto di un Fondo Pensione di comparto per la sanità privata e religiosa, per l’assistenza socio-sanitaria e socio-assistenziale e per le scuole dell’infanzia
Presentato al Sottosegretario al Lavoro Sen. Claudio Durigon l’iniziativa promossa dalle Associazioni datoriali ARIS, UNEBA, FISM e ACOP
Un fondo di previdenza complementare dedicato a medici, personale sanitario non medico, personale amministrativo delle strutture del comparto della sanità privata e religiosa, dell’assistenza socio-sanitaria e socio-assistenziale del comparto di diritto privato sanitario e al personale delle scuole dell’infanzia paritarie. E’ il progetto presentato questa mattina, venerdì 10 luglio a Roma, al Sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sen. Claudio Durigon.
Un progetto per un intero comparto
Il progetto nasce dalla consapevolezza delle profonde trasformazioni che attraversano il sistema previdenziale italiano – l’evoluzione demografica, il progressivo allungamento dell’età lavorativa e della vita media – e dalla crescente necessità di affiancare alla previdenza pubblica e all’accantonamento del TFR strumenti solidi di secondo pilastro. L’idea è quella di dotare per la prima volta un intero comparto di uno strumento di previdenza complementare costruito sulle sue specificità.
Il Fondo si rivolgerebbe a una platea ampia e finora priva di un riferimento previdenziale dedicato: non solo i medici, ma anche il personale sanitario non medico, socio-assistenziale ed il personale amministrativo delle strutture aderenti, ai quali si aggiungerebbe il personale della formazione scolastica dell’infanzia. Un bacino che, sommando i dipendenti delle quattro Associazioni fondatrici, riguarderebbe 275.000 lavoratori e che, considerando anche l’opzione di trasferimento del TFR pregresso, il numero raggiungerebbe un potenziale di quasi 300.000 aderenti.
Una dimensione che rappresenterebbe il vero punto di forza dell’iniziativa: consentirebbe infatti di negoziare le migliori condizioni di mercato, di dotare il Fondo di una struttura organizzativa efficiente e di contenere i costi di gestione a beneficio diretto dei lavoratori.
Per i dipendenti del comparto l’adesione al Fondo si tradurrebbe in benefici concreti, sia nella gestione del proprio TFR sia sul fronte fiscale.
Tra gli obiettivi del progetto anche la salvaguardia dell’autonomia della contrattazione: il Fondo non sostituirebbe né assorbirebbe gli accordi negoziali in essere. Ogni ulteriore intesa contrattuale, esistente o futura, si aggiungerebbe a tale contributo restando destinata esclusivamente alla platea di riferimento.
L’iniziativa si colloca pienamente nel solco dei più recenti sviluppi della previdenza complementare delineati dalla Legge di Bilancio 2026, a partire dai nuovi meccanismi di adesione tramite silenzio-assenso e dall’innalzamento delle soglie di deducibilità.
L’incontro con il Sottosegretario Durigon rappresenta un passaggio istituzionale qualificante di un importante progetto nei settori sanitario, socio-sanitario, socio-assistenziale ed educativo.
“Con la realizzazione di questo progetto vorremmo fornire ai lavoratori del nostro comparto – medici, professionisti sanitari, personale socio-assistenziale, personale amministrativo ed educativo – uno strumento previdenziale moderno, trasparente e sostenibile, costruito sulle reali esigenze di chi ogni giorno opera nella sanità, nell’assistenza e nell’istruzione. La forza dei numeri ci consente di garantire condizioni che i singoli, individualmente, non potrebbero mai ottenere”, hanno sottolineato i promotori dell’iniziativa.

Ricordiamo che ARIS, UNEBA, FISM e ACOP rappresentano una parte significativa del sistema sanitario, socio-sanitario, socio-assistenziale ed educativo del Paese, per un totale di oltre 275.000 lavoratori occupati in migliaia di strutture socio-sanitarie, socio-assistenziali ed educative, in prevalenza non profit e di ispirazione cristiana.
ACOP – ARIS – FISM – UNEBA
