La Conferenza Stato Regioni ha approvato il “Piano d’indirizzo sulla riabilitazione”, all’interno della sua prevista attività di definizione delle linee guida per l’applicazione del Piano Sanitario Nazionale, ferma restando l’autonomia organizzativa delle Regioni e delle due Province autonome.

Il Piano sulla riabilitazione è stato elaborato da un gruppo di lavoro presso il Ministero della Salute.

Trovate qui il testo integrale del Piano.

Qui a seguire alcuni estratti dal Piano d’indirizzo.

Progetto individuale, percorso unico

L’obbiettivo generale, spiega il Piano d’indirizzo, è promuovere per la persona con disabilità un Progetto Riabilitativo Individuale, stilato applicando i parametri Icf. Le Regioni devono prevedere un percorso riabilitativo unico all’interno dei vari “setting riabilitativi”, dall’ospedale al territorio.

Indirizzi strategici per la riabilitazione

Citiamo dall’elenco che conclude il Piano.

  • centralità del cittadino salvaguardata dal progetto individuale personalizzato e dal conseguente percorso assistenziale e riabilitativo, nonché dalla continuità del progetto riabilitativo individuale nei vari contesti e setting assistenziali
  • necessità di un progetto riabilitativo individuale per il percorso e per la definizione dell’offerta riabilitativa
  • individuazione nel progetto riabilitativo individuale della conclusione della presa in cura sanitaria rispetto agli esiti
  • organizzazione dell’equipe in team multidisciplinare e interprofessionale con evidenziazione del ruolo del responsabile del team e della sua connotazione disciplinare
  • evidenziazione delle necessità emergenti in ambito riabilitativo con soluzioni per le criticità post-acute nella gravi disabilià
  • coordinamento unificato dei vari percorsi assistenziali caratterizzato dal modello dipartimentale

Il territorio

“L’ambito territoriale – si legge nel documento – diviene quindi il luogo privilegiato per l’intervento contestuale sulle componenti ambientali e sui fattori personali (ICF).

(…) Gli interventi di riabilitazione estensiva, a minore intensità, possono essere perciò funzionali al raggiungimento degli obbiettivi fissati dal progetto individuale, specie per attività specializzate verso l’inserimento/reinserimento lavorativo”.

Accreditamento

Benefici, soprattutto di natura qualitativa e di rimodulazione dell’offerta, possono derivare dallo sviluppo di sistemi di accreditamento istituzionale, in grado di aprire una nuova e più qualificata stagione di collaborazione tra pubblico e privato, soprattutto in termini di complementarietà nell’organizzazione dei servizi.

L’accreditamento istituzionale offre infatti l’opportunità di sottoscrivere contratti tra soggetti pubblici (regione) e privati, che rendono più omogeneo e governato il processo erogativo e la tipologia delle prestazioni”.

Per chi

“L’ultima rilevazione ISTAT 2005 evidenzia che in Italia le persone con disabilità sono 2.609.000 pari al 4,8% della popolazione con oltre 6 anni di età che vive in famiglia . Valutando che sono oltre 200.000 i pazienti residenti nei presidi socio sanitari si raggiunge un valore complessivo di circa 2,8 milioni di persone con disabilità.

(…) I dati evidenziano la sovrabbondanza di offerta di posti letto, di ricoveri nell’area degli acuti e la modesta offerta, peraltro con forte differenziazioni territoriali, nell’area della disabilità con inevitabile inappropriatezza nei ricoveri e nei processi di cura”.