A seguito dell’appello Uneba per l’adesione alla campagna di vaccinazione per personale delle Rsa, stiamo raccogliendo le riflessioni di esperti e protagonisti del nostro settore, di donne e uomini che hanno a cuore la cura dei più fragili. Dopo Marco Trabucchi, del Gruppo Ricerca Geriatrica, ora con molto piacere ospitiamo il contributo di Italia Longeva, associazione nazionale per l’invecchiamento e la longevità attiva, istituita nel 2011 dal Ministero della Salute, con la Regione Marche e l’INRCA-IRCCS di Ancona

Sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, gli anziani hanno rappresentato la parte di popolazione più esposta e al tempo stesso più vulnerabile nella battaglia contro il Covid-19. Tra prima e seconda ondata, l’età media dei deceduti è di 80 anni, di cui la maggior parte con diverse patologie croniche pregresse. Siamo un Paese (con il più alto indice di vecchiaia in Europa e secondo a livello mondiale) in cui quando arriva un qualche squilibrio, dal caldo estivo al freddo invernale, dall’influenza al Covid, sono i più fragili a rimetterci. Non sorprende allora che il virus abbia colpito duramente laddove vivono ‘i più fragili dei fragili’, vale a dire all’interno delle residenze sanitarie assistenziali. Le ormai note RSA, che la pandemia ha portato agli onori della cronaca, da sempre si fanno carico degli anziani più fragili e non autosufficienti (nel 60% dei casi si tratta di persone affette da demenza o comunque con una compromissione elevata della sfera cognitiva), verso i quali è necessario indirizzare tutti gli sforzi per garantire i più alti livelli di sicurezza e di tutela della salute.

Senza dimenticare che le conseguenze del Covid sugli anziani non si limitano all’elevata mortalità, ma vanno ricercate anche nel difficile ritorno alla condizione precedente l’infezione, a causa della presenza di disabilità funzionali, cognitive e psico-sociali.

Questi dati dovrebbero bastare a far riflettere sull’importanza cruciale della vaccinazione anti-Covid19 per tutti gli ospiti delle RSA e per il personale socio-sanitario che li assiste, dal quale non ci si può che aspettare un’adesione totale alla campagna vaccinale quale atto di responsabilità personale, medica e sociale.

Se è ormai largamente condiviso che è necessario assicurare la vaccinazione a tutti i medici e gli operatori sanitari impegnati in prima linea nella lotta al Covid negli ospedali e sul territorio, è parimenti necessario vaccinare il personale delle RSA e gli ospiti over-80 assistiti all’interno delle strutture. Si tratta di un presupposto irrinunciabile per non vanificare gli enormi sforzi che tutto il Paese ha fatto in questi mesi durissimi della pandemia, nonché gli sforzi messi in campo dalla comunità scientifica internazionale per mettere a disposizione della popolazione mondiale vaccini efficaci e sicuri.

Italia Longeva auspica la massima adesione possibile alla vaccinazione anti-Covid da parte delle lavoratrici e dei lavoratori delle RSA, scelta responsabile che tutela se stessi, gli anziani e le comunità in cui operano le strutture, consentendo a queste ultime di assolvere al proprio ruolo di presidi territoriali fondamentali e pienamente integrati nel sistema sanitario.