La giunta regionale del Veneto ha approvato con una delibera (non ancora pubblicata) il percorso di “Formazione complementare in assistenza sanitaria dell’Operatore Socio-Sanitario”.

Gli OSS che completeranno questo percorso di formazione di 400 ore tra teoria e pratica potranno operare a sostegno degli infermieri.

“L’Oss dopo una specifica formazione – spiega il comunicato stampa regionale – entra nell’équipe assistenziale e collabora con i professionisti sanitari e socio-sanitari, svolgendo attività assistenziali proprie, nell’ambito della pianificazione definita dai professionisti sanitari di riferimento”.

Uneba Veneto da tempo insisteva per la formazione degli OSS+S e si era detta disposta perfino ad organizzare e gestire in autonomia i corsi.

Scopo del provvedimento, spiega la Regione, è il “sostegno dell’assistenza nelle strutture extraospedaliere per anziani a fronte dell’aggravio delle attività sanitarie dettato dall’emergenza pandemica”.
Stesso obbiettivo dichiarato ha un’altra delibera approvata in giunta (e non ancora pubblicata), con cui viene prorogata alle Ulss la possibilità di assegnare temporaneamente il proprio personale infermieristico a supporto dei Centri di Servizi per anziani non autosufficienti accreditati.

Uneba Veneto da tempo denuncia la carenza di infermieri nelle strutture sociosanitarie: un problema di radici lontane, ma che la pandemia ha aggravato. Anche perché parecchi infermieri hanno scelto di lasciare le strutture sociosanitarie private per andare a lavorare nella sanità pubblica.