La Camera chiede al Governo di rendere più semplici per gli enti le procedure per assumere operatori socio sanitari con qualifica conseguita all’estero.
E’ quanto prevede un ordine del giorno approvato dalla Camera giovedì 9 aprile 2026 su proposta dell’onorevole Silvana Comaroli, durante la discussione sul disegno di legge 2807 di conversione in legge del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19 su attuazione del PNRR e politiche di coesione.
Uneba guarda con favore l’approvazione di questo ordine del giorno, che è un piccolo ma significativo passo di risposta alla grave emergenza dovuta alla mancanza di operatrici e operatori socio sanitari nelle strutture sociosanitarie. Per garantire agli anziani e alle persone fragili l’assistenza di cui hanno bisogno e diritto, e per la quale gli oss sono fondamentali, l’unica soluzione a breve termine è far arrivare oss dall’estero.
L’ordine del giorno impegna il Governo:
- a “semplificare le procedure di verifica delle qualifiche professionali conseguite all’estero da parte degli operatori socio-sanitari (…) anche mediante la tempestiva definizione di parametri formativi minimi e criteri uniformi” in Conferenza Stato Regioni
- “a consentire (…) l’assunzione immediata degli operatori di interesse sanitario che intendono esercitare l’attività lavorativa in base a una qualifica conseguita all’estero, sulla base di verifiche effettuate dalle strutture (…) anche prima del completamento delle procedure di riconoscimento della qualifica“
- “a estendere l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 27 del testo unico dell’immigrazione (…) agli operatori di interesse sanitario”. Si tratta delle disposizioni che permettono particolari modalità e termini per il rilascio delle autorizzazioni al lavoro, dei visti di ingresso e dei permessi di soggiorno per lavoro subordinato ad alcune categorie di lavoratori stranieri
Uneba da tempo è impegnata a segnalare il problema della carenza di operatori sociosanitari e a costruire delle risposte. Un esempio è Progetto Zefiro, iniziativa non profit per accompagnare l’inserimento in Italia di operatori formati in strutture all’estero.
“Noi di Uneba – commenta il vicepresidente nazionale Francesco Facci- condividiamo la richiesta espressa nell’ordine del giorno, che è un primo passo per stimolare una risposta a un problema che gli enti Uneba, impegnati ogni giorno nell’assistenza, segnalano da tempo, cioè la carenza di operatori sociosanitari. Ma il primo passo non è sufficiente per arrivare alla meta. Auspichiamo quindi che il Governo dia seguito agli impegni indicati dall’ordine del giorno con concreti provvedimenti normativi. E’ necessario intervenire presto per agevolare l’ingresso di personale formato all’estero: nel breve termine è l’unica via per dare agli anziani non autosufficienti e alle altre persone fragili l’assistenza di cui hanno bisogno e a cui hanno diritto”.
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Ecco il testo completo dell’ordine del giorno approvato dalla Camera
premesso che:
il provvedimento all’esame dell’Assemblea reca disposizioni urgenti finalizzate al conseguimento degli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR);
nell’ambito del PNRR, la Missione 6 Salute è diretta al rafforzamento del Servizio sanitario nazionale, anche attraverso il potenziamento dell’assistenza territoriale, lo sviluppo delle strutture intermedie e il rafforzamento dei servizi domiciliari;
il conseguimento di tali obiettivi richiede un adeguato livello di dotazione di personale sanitario e socio-sanitario, con particolare riferimento agli operatori di interesse sanitario di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 1° febbraio 2006, n. 43 e, tra questi, agli operatori socio-sanitari (OSS), figure essenziali per l’erogazione dei servizi assistenziali e per il funzionamento delle strutture territoriali e residenziali;
permane, tuttavia, una significativa carenza di operatori socio-sanitari sul territorio nazionale, segnalata da numerosi enti del Servizio sanitario nazionale e dalle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, anche in relazione all’incremento della domanda di assistenza connesso all’invecchiamento della popolazione;
l’articolo 15 del decreto-legge 30 marzo 2023, n. 34, ha introdotto una disciplina temporanea per l’esercizio dell’attività lavorativa da parte di personale sanitario e socio-sanitario in possesso di qualifiche conseguite all’estero, subordinando tuttavia la piena operatività della misura all’adozione di un’intesa in sede di Conferenza Stato-regioni che non risulta, allo stato, intervenuta;
la mancata adozione dell’intesa predetta ha determinato criticità applicative, con particolare riferimento agli operatori di interesse sanitario, ritardando l’immissione in servizio di personale potenzialmente disponibile;
occorre semplificare e rendere più tempestivo l’impiego di operatori socio-sanitari in possesso di qualifiche conseguite all’estero, anche mediante procedure di riconoscimento più snelle e la possibilità di impiego nelle more delle relative verifiche,
impegna il Governo
ad accompagnare le misure recate dal provvedimento in esame con ulteriori iniziative normative volte:
a semplificare le procedure di verifica delle qualifiche professionali conseguite all’estero da parte degli operatori socio-sanitari e, più in generale, degli operatori di interesse sanitario, anche mediante la tempestiva definizione di parametri formativi minimi e criteri uniformi, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
a consentire alle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, l’assunzione immediata degli operatori di interesse sanitario che intendono esercitare l’attività lavorativa in base a una qualifica conseguita all’estero, sulla base di verifiche effettuate dalle strutture medesime, in coerenza con i contenuti dell’intesa di cui alla lettera a), ovvero nelle more delle procedure di riconoscimento della qualifica, prevedendo eventualmente l’adozione di misure organizzative e forme di affiancamento idonee a garantire la qualità dell’assistenza e la sicurezza degli utenti;
a estendere l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 27 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, agli operatori di interesse sanitario, anche in considerazione delle esigenze connesse all’attuazione della Missione 6 del PNRR.
