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Nutrizione, idratazione, sanità sostenibile: le indicazioni della Nuova Carta degli Operatori Sanitari del Vaticano

In occasione della Giornata del Malato, il Vaticano ha presentato la Nuova Carta degli Operatori Sanitari, documento di 150 pagine che sostituisce la precedente Carta, del 1995. Un vademecum rivolto agli operatori che desiderano operare “in armonia con il Magistero della Chiesa”.
“La Nuova Carta per gli Operatori Sanitari riafferma la sacralità della vita e la sua indisponibilità in quanto dono di Dio. Gli operatori sanitari sono ministri della vita in quanto ne sono servi e sono chiamati ad amarla ed accompagnarla nel percorso esistenziale del generare – vivere – morire”, ha sottolineato mons. Jean-Marie Mate Musivi Mupendawatu, segretario delegato del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale guidato dal cardinale Turkson.
ANCHE PER GLI AMMINISTRATORI DELLA SANITA’ – “Accanto alle classiche figure professionali sanitarie (personale medico, infermieristico e ausiliario) sono state considerate (nella Carta) anche altre figure che a vario titolo operano nel mondo della salute, come biologi, farmacisti, operatori sanitari del territorio, amministratori, legislatori in materia sanitaria, operatori nel settore pubblico e privato”, ha sottolineato il professor Antonio Gioacchino Spagnolo.
TUTELA DELLA SALUTE, E SISTEMA SOSTENIBILE – “Agli operatori sanitari e le loro Associazioni professionali – ha continuato Spagnolo – viene chiesto di farsi promotori di una sensibilizzazione delle istituzioni, degli enti assistenziali, dell’industria sanitaria, affinché il diritto alla tutela della salute sia esteso a tutta la popolazione affinché si arrivi ad una giustizia sanitaria, salvaguardando la sostenibilità sia della ricerca sia dei sistemi sanitari”.
NUTRIZIONE E IDRATAZIONE – “Tema ugualmente rilevante – così Spagnolo riassume un passaggio della Carta –  è quello della nutrizione e idratazione – anche artificialmente somministrate (art. 152). Considerate tra le cure di base dovute al morente, quando non risultino troppo gravose o di alcun beneficio. La loro sospensione non giustificata può avere il significato di un vero e proprio atto eutanasico, ma è obbligatoria, nella misura in cui e fino a quando dimostra di raggiungere la sua finalità propria, che consiste nel procurare l’idratazione e il nutrimento del paziente. Confermata la eticità della sedazione palliativa profonda nelle fasi prossime al momento della morte, attuata secondo corretti protocolli etici e sottoposta ad un continuo monitoraggio”.

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